L’AQUILA. Sei mesi fa la regione Abruzzo aveva deciso di ridurre il numero di consiglieri da 45 a 31, ora invece si torna indietro e si cambia idea, ai 31 se ne aggiungono altri sei. La decisione non è ancora definitiva, per ora intanto c’è il parere favorevole della conferenza dei capigruppo che ha licenziato in commissione il provvedimento che prevede l’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere. Martedì prossimo, potrebbe arrivare il sì del Consiglio.
In pratica a causa dell’incompatibilità 6 consiglieri eletti dovranno dimettersi per fare gli assessori e così subentreranno altrettanti non eletti. Una manovra questa che inciderà sulle casse del Consiglio per circa 640mila euro l’anno. Tra i tanti pareri favorevoli però tra i rappresentanti dell’opposizione c’è anche chi ha dichiarato il proprio dissenso, come Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione Comunista.
«Una maniera per bypassare la riduzione decisa dal governo Monti del numero dei consiglieri regionali» ha dichiarato Acerbo la cui proposta di finanziare questo aumento dei costi degli organi politici diminuendo le indennità di assessori e consiglieri così si andrà a pescare tagliando altre voci del bilancio del Consiglio è stata respinta. Acerbo inoltre evidenzia che la riduzione del numero dei consiglieri innalza le soglie reali di sbarramento e diminuendo la rappresentatività politica e territoriale del Consiglio.
L’aumento di numero dei consiglieri sarà solo a beneficio della coalizione vincente che usufruirà quindi di un doppio premio di maggioranza».
Contrario all’aumento del numero di consiglieri anche il Partito democratico. « Martedì –ha spiegato il capogruppo Camillo D’Alessandro- tenteremo di bloccare la legge che da un lato impedisce ai sindaci di candidarsi costringendoli a dimettersi entro il 14 settembre quando le elezioni potrebbero tenersi a marzo se non addirittura a maggio, mentre dall’altro introducono il principio della incompatibilità tra consigliere ed assessore per aumentare le poltrone».
Favorevole all’aumento dei rappresentanti regionali è il capogruppo dell’UDC, in consiglio regionale, Antonio Menna. «Ho votato e voterò questa proposta –ha dichiarato il consigliere regionale vastese Menna- La somma necessaria per i rappresentanti in più rientrerà ad ogni modo all’interno del bilancio regionale. Si potranno tuttavia –ha continuato- tagliare le auto blu.
La buona amministrazione ha dei costi. Siamo un piccolo Parlamento e come ha dichiarato il Presidente del consiglio regionale Pagano, l’Abruzzo è la prima regione a legiferare. Non possiamo seguire Grillo».
Ancora una volta la casta regionale ha deciso di non discutere in consiglio nell’ultima seduta importanti questioni legate alla legge elettorale regionale ma ha convocato un consiglio straordinario per aumentare le poltrone. Proposte che possono essere approvate solo entro il 15 giugno perché poi scatta il divieto statutario a modificare la legge elettorale nell’ultima parte della legislatura. Ma è evidente che queste questioni non sono importanti per il consiglio regionale.
Paola D’Adamo paoladadamo@vastoweb.com



