lunedì 19 Gennaio 2026
Cerca

Autovelox, opposizione lascia il Consiglio

FRESAGRANDINARIA – Assume toni aspri lo scontro politico sulla vicenda autovelox. Quidinci persone rinviate a giudizio con accuse pesanti: associezione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, peculato e abuso in atti d’ufficio, violazione dell’articolo 97 della Costituzione, che impone il principio d’imparzialità della pubblica amministrazione. Il 17 gennaio la prima udienza presso il Tribunale di Vasto.

Intanto, a Fresagrandinaria, l’opposizione chiede di discutere della vicenda in Consiglio comunale. Di fronte a un no, la minoranza lascia l’aula. Sull’Aventino Anna Dragonetti, Enzo Giangiacomo, Maria Assunta Ottaviano e Vittorio Di Stefano, consiglieri comunali di Risorgi Fresa, che in un documento unitario chiedono “ufficialmente le dimissioni del sindaco, Giovanni Di Stefano, ritenendo inopportuna per le istituzioni la prosecuzione del suo mandato.

Ritenioamo, inoltre, politicamente grave il rifiuto di inserire nell’ordine del giorno del Consiglio la richiesta di chiarimenti sulla vicenda. Altri sindaci, per presunti reati molto meno gravi, hanno convocato assemblea pubblica per informare direttamente i cittadini e hanno fatto un passo indietro spontaneamente, spiegandone le ragioni ai propri elettori, come atto dovuto. Il silenzio ingiustificato su tutta la vicenda – scrive Risorgi Fresa – favorisce gravemente le ragioni del sospetto ed alimenta la sfiducia nelle istituzioni.

Altrettanto grave riteniamo l’assenza d’infomazione alla cittadinanza sulle convocazioni dei Consigli comunali, come è avvenuto anche in questa occasione. E’ chiara prova di mancanza di chiarezza e trasparenza amministrativa”.

Dragonetti, Giangiacomo, Ottaviano e Di Stefano chiedono ai consiglieri di maggioranza se “se la sentono di assumersi la responsabilità di continuare a dare fiducia al governo di questa comunità. Se così non è, si uniscano a noi nell’invitare il sindaco a fare un passo indietro, nell’attesa di chiarire la sua posizione”. Con una precisazione: “La nostra richiesta non nasce né da spirito giustizialista” e non è nemmeno “rivolta contro la persona del sindaco, ma in difesa della istituzione che rappresenta e che deve essere affidata a persone al di sopra di ogni sospetto”.