VASTO – Lo sciopero nazionale è indetto per il 4 luglio. Gli avvocati di Vasto hanno deciso di rincarare la dose: incroceranno le braccia non per uno, ma per tre giorni di fila, fino al 6 luglio. La protesta attraversa tutta penisola. Il no è al disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia, Paola Severino, sulla revisione della geografia giudiziaria, che porterà alla chiusura dei Tribunali minori.
E’ vero che i 4 palazzi di giustizia abruzzesi a rischio (Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona) hanno ottenuto, con un emendamento del senatore Giovanni Legnini (Pd), una proroga di tre anni causa terremoto e la conseguente inadeguatezza delle sedi giudiziarie provinciali. Ma il timore è che, allo scadere del triennio previsto dal decreto Milleproroghe, la soppressione dei Tribunali subprovinciali divenga automatica.
“E’ quello che vogliamo evitare”, spiega il presidente dell’Ordine forense di Vasto, Nicola Artese, dopo l’assemblea di ieri, in cui gli avvocati hanno deciso di indire lo sciopero. “Chiediamo che la decisione non venga presa ora, ma allo scadere del rinvio di tre anni”.
Il 5 o il 6 di luglio gli oltre 400 legali vastesi si ritroveranno nel palazzo di giustizia di via Bachelet per manifestare pubblicamente il loro dissenso.
La data delle decisioni è slittata. Entro il 30 luglio la riforma della geografia giudiziaria approderà in Parlamento. L’11 giugno scorso, intervenendo nell’aula magna del Tribunale di Vasto, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, non ha sciolto il nodo fondamentale: “I Tribunali abruzzesi hanno ottenuto una proroga di tre anni. Continuate a lavorare serenamente”, si era limitato a dire, senza accenni alle decisioni future. Del resto, era stato lui stesso a dichiararsi favorevole al taglio delle sedi giudiziarie.
La Severino nei mesi scorsi aveva indicato i parametri che orienteranno le scelte del Governo riguardo ai singoli Tribunali: numero di processi, capacità di smaltirli e popolazione del territorio. Il terzo indice è il problema principale. Servono 350mila abitanti, ma il Vastese ne conta solo un terzo. E l’intera provincia di Chieti ha 400mila residenti. Per questo il rischio concreto è che i palazzi di giustizia si riducano da tre a uno.
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