VASTO. “Chi cerca consenso elettorale e lo fa nel modo più patetico e sgradevole è proprio Camillo D’Amico che per sostenere il suo attacco politico, anche nei confronti di questa Amministrazione regionale, si avvale dei tragici avvenimenti di questi giorni”. Così l’Assessore regionale alla Caccia, Mauro Febbo che risponde alle dichiarazioni del Consigliere regionale del Pd, Camillo D’Amico a proposito della proliferazione degli animali selvatici e soprattutto della crescente presenza di cinghiali anche in aree densamente popolate. “Innanzitutto è doveroso specificare che la Regione non può effettuare l’attività di controllo della fauna selvatica ma stia tranquillo D’Amico qui nessuno gira la testa dall’altra parte. La Direzione Politiche Agricole conosce benissimo il problema – prosegue Febbo – e nello specifico mi preme sottolineare che l’articolo 44 della Legge Regionale 10/2004 prevede che le Province sono autorizzate al controllo degli animali. Grazie a questa norma le amministrazioni provinciali, infatti, devono redigere veri e propri piani di abbattimento per il controllo selettivo della fauna selvatica”. “In tal senso la stessa Direzione – continua l’assessore regionale alla caccia – si adopera costantemente per apportare interventi decisivi e risoluti per combattere la presenza di cinghiali che, come dimostrato da certi tragici avvenimenti, possono costituire un pericolo per la sicurezza dei cittadini”. “Voglio ricordare che l’Amministrazione regionale ha avviato il nuovo Piano faunistico venatorio regionale, nel quale saranno definite tutte le azioni da prendere per una corretta gestione della specie. Uno degli obiettivi principali del nuovo Piano faunistico sarà quello di una gestione congiunta delle popolazioni dei cinghiali. In questa ottica sarà attivato un Tavolo tecnico tra tutti i soggetti interessati alla gestione, Regione, Province e Parchi, unitamente ai tecnici incaricati, – conclude Febbo – con il coinvolgimento delle varie Associazioni di categoria, in particolare quelle degli agricoltori, affinché si arrivi a soluzioni concrete che siano realmente condivise. L’obiettivo è arrivare ad una riduzione sensibile dei danni causati alle colture agricole, compatibile naturalmente anche con la conservazione della specie. La Regione ha inoltre predisposto anche delle linee di indirizzo per una corretta gestione delle popolazioni di ungulati (Cervo, Capriolo e Cinghiale, dalle Marche in su tutte le regioni hanno un regolamento appropriato). Tale linee permettono alle Province entro dicembre 2013 di predisporre dei propri regolamenti uniformi per tutto il territorio regionale in modo che sulla base di essi sia possibile una corretta gestione degli ungulati ai fini di un equilibrato rapporto fra esse e le realtà agrosilvopastorali oltre che con le altre specie selvatiche”.
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