VASTO – Il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi è stato sabato mattina a Vasto nella Pinacoteca di Palazzo D’Avalos, dove ha preso parte al convegno Sussidiarietà, famiglia e sviluppo economico. All’incontro erano Gabriele Rossi, della Commissione Sussidiarietà Regione Abruzzo, Flavio Felice, dell’Università Lateranense, Johnny Dotti, Welfare Italia Spa – Consorzio CGM, Don Sabatino Fioriti, dell’ufficio Pastorale della famiglia della diocesi Chieti-Vasto.
Ha aperto l’incontro il moderatore Vincenzo Bassi, dell’Associazione Votinelli per ringraziare tutti i presenti e gli organizzatori. “Questi sono momenti che vogliono servire per stimolare la politica su alcuni temi. Dobbiamo tornare all’essenzialità, a cose che siano utili alle famiglie e al popolo”. Al termine del dibattuto hanno raccontato le loro esperienze Davide Aquilano della cooperativa Madonna dell’Asilo, Tommaso Boschetti, dell’associazione Le ali della libertà e Giampiero Ledda, della società consortile I.R.E.N.E.
Preceduto dagli interventi degli altri ospiti Chiodi ha toccato vari argomenti, a partire dall’attuale situazione economica: “Lo scenario europeo è cambiato e ha causato un fallimento perché il debito è reale, per tanti anni ci hanno fatto credere che non sarebbe stato pagato. In questo modo si sottraggono quote di futuro e di speranza ai giovani. Per anni non abbiamo fatto altro che firmare cambiarli senza capire cosa stava accadendo, per anni è stato creato un disastro che era inevitabile. Ma è davvero un disastro? Cerchiamo di capirlo perché potrebbe essere anche un motivo per un ritorno a delle situazioni precedenti, migliori. Quello che stiamo vivendo però non è l’inferno, siamo ancora in una zona del mondo dove c’è benessere”
Il presidente della Regione ha fatto anche un accenno alla classe dirigente: “Abbiamo bisogno di una classe dirigente che si renda conto del problema e che abbandoni i rituali del passato quando per accontentare tutti non si aiutavano i giovani che dai tavoli di concertazione, dei quali sento ancora parlare, erano assenti. C’è una crisi economica, ma anche della classe dirigente perchè questa non ha capito che c’è bisogno di un cambiamento. La crisi durerà, non è finita, non è la causa, ma l’effetto di quanto accaduto in passato. Ci vuole una visione disincantata della politica, perchè questa non è in grado di creare il paradiso in terra e non può fare certe cose da sola. Può cambiare la politica l’economia? No, non può funzionare perché oggi abbiamo un’economia globalizzata e governi locali”.
“La famiglia – ha proseguito Chiodi – è fondamentale in quella che viene definita la welfare community. Per il futuro ci vuole coraggio e bisogna dire certe cose, altrimenti si manifesta l’antipolitica con l’astensionismo. Convegni come questo sono rivoluzionari e utili. Non possiamo più vivere a debito, siamo di fronte ad un nuovo paradigma”.
In conclusione alcune considerazioni sull’Abruzzo: “La nostra regione deve inaugurare una nuova stagione, lo deve fare per forza, grazie a questa commissione per la sussidiarietà che avrà il compito fondamentale di anticipare il cambiamento culturale e deve attrezzarsi per affrontare al meglio le altre situazioni. Noi stiamo facendo la nostra parte, abbiamo ridotto il debito dopo il fallimento del 2007, siamo un esempio per altri, abbiamo speso meno, senza tassare i cittadini, limitando la spesa pubblica. La politica può fare certe cose, basta che si renda conto del momento storico. Questa è sussidiarietà e può essere una rivoluzione. Non esiste che si può ridurre il debito e investire, non è possibile”.
Giuseppe Mancini



