SAN SALVO – L’Arta analizzi le emissioni del forno float della Pilkington di San Salvo, perché dal 23 agosto il filtro non è attivo. A chiedere all’agenzia regionale di tutela ambientale un’analisi dettagliata dei fumi è lo Slai-Cobas.
“Dal primo pomeriggio di lunedì 23 agosto e fino ad oggi – scrive il segretario provinciale del sindacato, Domenico Ranieri – l’impianto elettrofiltro, la cui funzione è di limitare fortemente le emissioni inquinanti del forno fusorio Float dello stabilimento Pilkington di San Salvo è stato, fermato per motivi ancora sconosciuti al rappresentante salute, sicurezza e ambiente dello Slai-Cobas.
Poiché le polveri, assieme ad altre sostanze inquinanti, sono visibili a notevole distanza – si legge nella lettera indirizzata alle sedi di Pescara, Chieti e Vasto-San Salvo dell’Arta – si sta creando non poca preoccupazione tra i lavoratori, la popolazione locale e, ancor peggio, tra i turisti che affollano le spiagge del nostro litorale, con un danno d’immagine che ha ricadute negative sul turismo stesso”.
Ranieri chiede “con urgenza” di eseguire analisi sulle emissioni del forno e di verificare “se la Pilkington è stata autorizzata ad immettere direttamente nell’atmosfera le suddette emissioni inquinanti”. Lo Slai Cobas “chiede, inoltre, all’Arta di monitorare l’area limitrofa allo stabilimento per accertare il grado di inquinamento prodotto dalle emissioni inquinanti del forno fusorio”.



