VASTO – “Sul tema ambientale, così delicato, non basta promettere che l’impatto sarà pressoché pari a zero. Anche il pressoché, per la salute umana, potrebbe essere letale”. Lo afferma Davide D’Alessadro, consigliere comunale di Alleanza per Vasto, commentando le affermazioni dell’imprenditore Cesare Puccioni.
“C’è qualche politico, a Vasto, che sente di dire qualcosa sulle dichiarazioni rilasciate da Cesare Puccioni, numero uno di Federchimica? Perché qualcosa occorre pur dire. Comprendo la legittimità di fare l’industriale, di curare i propri interessi, ma Puccioni non può affermare che anche a Vasto, come in altri luoghi, sono favorevoli a centrali e zone industriali purché non si facciano davanti alle proprie case. Non è vero. Si è fatto di tutto davanti, sopra e sotto le case dei vastesi. I cittadini vastesi, nell’ultimo ventennio, come più volte rimarcato anche dal nostro amato vescovo, hanno assistito a una speculazione selvaggia che ha finito per mutare il profilo e l’anima della propria città. Ciò che è accaduto a Punta Penna, certo non per colpa di Puccioni (gli industriali fanno gli industriali), ma di una classe politica sciagurata, di destra e di sinistra, non in grado di pianificare, di delocalizzare, di tutelare perle naturali che in tanti ci invidiano, è sotto gli occhi di tutti. Inoltre, Puccioni non può, dopo aver riconosciuto che la Riserva si trova in uno dei tratti più belli della costa abruzzese, dire che non bisogna farne un totem. Intanto, perché lui non è Freud, che disquisisce su totem e tabù; poi, perché sul tema ambientale, così delicato, non basta promettere che l’impatto sarà pressoché pari a zero. Anche il pressoché, per la salute umana, potrebbe essere letale. La vera urgenza è riconfigurare l’intera area. Ovviamente, non sarà Puccioni a farlo, perché non possiamo chiedere al tacchino di organizzare le feste di capodanno. Dovrebbe farlo la politica, quella politica che deve dimostrare il coraggio dell’assunzione della responsabilità, della decisione, stando sempre e soltanto dalla parte dei cittadini, dalla parte di un territorio a vocazione turistica, una vocazione da troppo tempo tradita”.



