VASTO. L’impresa rinasce dalla persona. La persona rinasce da un incontro. E’ quanto vuol fare emergere Antonio Dionisio, direttore della Compagnia delle Opere Abruzzo e Molise:
“Ma davvero la fine della crisi economica di questi anni dipenderà solo dalla politica? È ormai convinzione diffusa che l’Italia si salverà se “saranno fatte le riforme”, se ci saranno “decreti economici shock”, se “saranno approvati provvedimenti per rilanciare il lavoro” e via dicendo. Tutte cose auspicabili, ma c’è un errore di fondo in queste convinzioni: lo sguardo è sempre e comunque puntato verso qualcun altro. Sia ben chiaro: non che il pantano politico degli ultimi anni non abbia inciso sulla situazione attuale. Ma non è la sola spiegazione, tanto meno la più esaustiva, della recessione attuale. Il contesto economico di oggi non è più quello di qualche anno fa. Di questo cambiamento, superato il senso di naturale paura iniziale, ne occorre prendere consapevolezza: fino a quando a cambiare non sarà il proprio, personalissimo modo di vivere e concepire il proprio lavoro, rimettendosi in gioco, riniziando a creare e scoprire nuovi mercati e nuove opportunità, riniziando a fare sempre meglio quello che si sa fare per vocazione, non ci saranno riforme che tengano. L’impresa, in altri termini, rinasce solo da imprenditori capaci, o almeno desiderosi, di guardare le cose di sempre in modo nuovo. Cosa rende possibile questa rinascita? Decine di imprenditori che incontro quotidianamente mi indicano la risposta: “L’incontro con altre persone, con altri imprenditori, con altre esperienze, per un confronto utile che serva a porre domande vere, e a conoscere soluzioni alle quali, da soli, forse non si arriverebbe”. È un po’ come stare in una casa in cui le finestre sono costantemente chiuse: mai si saprà se fuori c’è un raggio di sole, e si vive nella convinzione che il tempo è sempre e comunque cattivo. L’apertura di una finestra contribuisce a cambiare l’aria, e a far entrare un raggio di possibile novità. In questo sta tutto il valore di un incontro. Cari amici imprenditori, proviamo insieme ad uscire dallo status quo! Non sarà la politica a salvare le nostre imprese ma dipenderà da come ci sapremo rimettere in gioco facendo nostro il cambiamento che ci è chiesto. Per usare un linguaggio aziendale, è necessario incontrare e conoscere e, quindi, più “prospect” e meno “suspect”, non il nemico da abbattere ma l’altro come un bene da incontrare. Lavoriamo insieme affinché una nuova socialità, basata sul valore della persona, possa rafforzarsi, affinché ognuno possa dare il suo contributo per ridare al Paese una prospettiva di crescita stabile in un nuovo clima di fiducia, a partire dal desiderio di rimettersi in gioco e nella certezza che il valore della persona non coincide con il fatturato dell’impresa ma è molto più grande. Questo lavoro è la proposta di InOpera, che si svolgerà il 28 giugno a Chieti: un luogo di dialogo aperto a tutti, pensato proprio per favorire incontri, relazioni, conoscenza. Noi, imperterriti, ci vogliamo provare ancora una volta. Se poi chi è chiamato a prendere decisioni politiche vorrà essere dalla parte di chi crea valore e lavoro, come è ragionevole auspicare, la nostra economia si incamminerà ancora più velocemente verso una nuova, entusiasmante fase di sviluppo e di crescita”.
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