VASTO – E’ il Vice presidente del Senato Domenico Nania il prestigioso ospite dell’incontro organizzato da Alessandro Tucci e dai giovani del Pdl vastese. L’occasione è quella della presentazione del libro “La corsa per il Colle”, del senatore siciliano.
L’introduzione è affidata ai giovani del centrodestra, Alessandro Tucci, Ermano Falone, Francesco Tascione e Marco Di Michele Marisi. In particolare quest’ultimo raccoglie il messaggio del libro di Nania lanciando un messaggio ai suoi colleghi del centrodestra, ricordando come la “politica è quella che pensa in grande e non ai piccoli interessi. Sarò sempre in prima linea nel confronto e anche nello scontro con chi segue i valori della destra, quelli indicati da Nania nel suo libro”.
La scena poi è tutta per Nania che, ricordando varie fasi della vita politica del paese, dalla prima repubblica ad oggi si sofferma su alcune questioni per lui fondamentali. “Oggi si fa l’anti-politica, ma è sbagliato. Una cosa è la politica, altro sono i politici. Attaccare la politica è sbagliato, perchè così si attacca quello che è lo spazio di tutti. Esistono i politici da attaccare, quando rubano e quando non seguono dei giusti principi”.
Sull’aspetto della questione morale, su cui è sollecitato dai giovani dice. “Nella prima repubblica, chi rubava per il partito, era un eroe. Si diceva, è giusto così. Oggi credo che questo sia passato, anzi, come dimostrano i recenti casi, quando qualcuno viene scoperto tutti ne prendono le distanze. La politica deve essere vissuta in questo modo. I partiti devono mettere fuori chi sceglie di stare nel pubblico per scopi suoi. Quindi, non dobbiamo dire che la politica è sporca, ma che ci sono dei politici sporchi”.
Un riferimento poi all’attuale situazione del Paese. “Oggi c’è tutto questo voler dare addosso ai politici, ai loro guadagni. Sapete perchè se ne parla tanto? Perchè meno politici ci sono e più tecnici ci sono. E i tecnici, che sono portati a pensare ad un io, piuttosto che a un noi, in quale direzione vanno se non in quella della difesa della categoria da cui provengono?”
Il richiamo ai valori della destra è forte. “Io mi sento un uomo di parte, che rappresenta le idee di una parte. E voglio confrontarmi con una sinistra che fa la sinistra e non che sta a giudicare come sono io. Poi, a dare il giudizio, ci pensano gli elettori. Credo fermamente una cosa, però, perchè storicamente è sempre stato così: la destra crede nei valori, la sinistra crede nell’utopia e nell’ideologia”.
Giuseppe Ritucci



