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sabato 6 Dicembre 2025
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E' morto Lucio Dalla: artista e uomo di grande sensibilità

VASTO – Sta facendo rapidamente il giro dell’Italia la notizia della morte di Lucio Dalla. Il grande cantautore bolognese è deceduto per un attacco cardiaco a Montreaux in Svizzera, dove si trovava per un tour musicale, la passione di una vita. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. Aveva tenuto due concerti a Vasto. La prima volta negli anni Ottanta, la seconda negli anni Novanta.

Il primo lo organizzò Nando Miscione: “Fu tra il 1980 e il 1982”, inizia a ricordare l’imprenditore vastese. “Allestimmo una rassegna di 3-4 appuntamenti l’anno”, tra i protagonisti ci fu un altro artista che non c’è più: Ivan Graziani. “Era l’epoca del cantautorato, il teatro Ruzzi era sempre pieno. Lo fu anche quella volta. Mi ricordo una persona molto disponibile. Insieme ad alcuni amici avevo aperto una radio, si chiamava Radio M. Dalla ci rilasciò una lunga intervista a margine del concerto. Io ero seduto accanto a lui, una persona molto a modo. Il pezzo forte? 4 marzo 1943 “, la data di nascita dell’artista emiliano, scomparso a 3 giorni dal compleanno. Il dolore di migliaia e migliaia di fans e dei suoi colleghi sta inondando internet.

Lucio Dalla tornò a Vasto negli nel 1998. “Quella volta – ricorda Miscione – lo spettacolo fu organizzato da Edmondo Del Borrello e si tenne in piazza del Popolo, tra Palazzo D’Avalos e l’azienda di soggiorno”.

Conserva un bel ricordo di un incontro con il maestro Dalla il nostro giornalista Giuseppe Ritucci, che racconta: “Ho avuto l’occasione di incontrare Lucio Dalla nel 2006, sul palco dello Sferisterio di Macerata. Lui era lì per esibirsi come ospite della serata del Festival Musicultura e mentre aspettava il suo turno per le prove, io e un mio collega, componenti della redazione del giornale del Festival, lo avvicinammo per scambiare con lui qualche parola. Il mio collega stava realizzando una tesi di laurea sulla musica cantautorale italiana e quale miglior occasione per avere una testimonianza di spessore. Dalla fu molto cordiale, raccontando davvero tante cose, mai banali.

Ricordo un particolare che mi colpì. Al collo portava una collanina con due ciondoli, un crocifisso e una stella a sei punte, simbolo ebraico. Forse il segno di una fede che interpretava in modo particolare, chissà. Fu un incontro particolarmente bello, con un artista affermato come lui che dedicò una parte del suo tempo a due giovani studenti, senza preoccuparsi delle prove che stavano iniziando. Un ricordo di quelli che restano nel tempo e che contribuiscono a conservare la memoria di un grande artista della nostra musica”.

Redazione Vastoweb