VASTO – Chiude con una battuta di Massimo Troisi e un’idea semiseria. Più semi che seria. “Faccio come Troisi. Dopo il primo film” da regista “passo direttamente al terzo”. E “ho una mezza idea sull’ambientazione. Pensavo di ambientarlo a Vasto…”. E scoppia a ridere mentre lo dice. Così Rocco Papaleo finisce di raccontarsi al Vasto film festival, intervistato dal vivo dal giornalista Maurizio Di Rienzo. Ma poi tornerà sul palco di Palazzo D’Avalos in tarda serata per farci un concerto. In mezzo ai due eventi viene proiettato Basilicata coast to coast, il film di cui l’attore lucano firma la regia. Papaleo verrà ricordato come il mattatore della quindicesima edizione della rassegna cinematografica.
Papaleo e Vasto. E’ stato uno show fin dall’inizio. Seduto in prima fila, l’attore de I laureati di Pieraccioni e di tanti altri film, la maschera meridionale in grado di far ridere anche solo con uno sguardo, si volta indietro per vedere quanta gente c’è. La platea di Palazzo D’Avalos è gremita. Quando sale sul palco, non lo fa tramite la scalinata laterale, ma davanti, salendo su due casse sistemate per il concerto notturno. Annalisa, che fa parte dello staff della rassegna cinematografica, deve avventurarsi da quella parte e mettersi in ginocchio sulle casse per porgergli il microfono. La presentatrice, Antonella Sciocchetti, lascia il posto al protagonista e a Di Rienzo.
“Stiamo parlando di cinema – sottolinea il 52enne di Laurìa – davanti a un migliaio di persone e questo è un segnale di rinascita” del meridione. Parlerà molto di questo. Del suo essere un meridionale alla ricerca dei lati migliori del Sud Italia. “Ci hai fatto riflettere con leggerezza”, gli dirà Anna Suriani, assessore comunale alla Cultura, nel premiarlo con la statuetta che raffigura il monumento alla Bagnante. E’ lì che l’attore lucano va a ruota libera e dà il meglio di sé. “Veramente avete un monumento così? Domattina voglio andare a vederlo”. “Ti ci portiamo noi”, gli assicura la Sciocchetti. Eppure, a differenza di Elio Germano, Isabella Ragonese e Carlo Lizzani, per Papaleo Vasto non è una scoperta: “Conosco, conosco. C’è il mio amico Pietro Bontempo, che è un grandissimo attore di teatro. Lo vengo a trovare spesso”. Applauso a tutti e due.
Il premio. Premiazione diversa dalle altre, perché la consegna della statuetta è a staffetta: la Suriani la dona a al protagonista della serata dopo averla ricevuta da Maria Chiara Centorami, che è la finalista vastese di miss Italia. Si presenterà a Salsomaggiore dopo aver vinto la fascia di Miss Marche. Nel cortile di Palazzo D’Avalos, tra le hostess, c’è anche Priscilla Natale, la ragazza di Vasto che giovedì parteciperà alle prefinali di Salsomaggiore. Le manca un solo gradino per stabilire un record: due finaliste vastesi in un colpo solo.
Papaleo approfitta della presenza della Centorami per inanellare battute a raffica. “Nei festival, in genere, ti danno una targa. Qui ti danno una miss”. E poi è lui ad intervistarla: “Quanti anni hai?”. “Diciannove”. “Diciannove, bene. Ho mio figlio che ha 12 anni. E’ un bel ragazzo”. Antonella Sciocchetti aveva presentato la miss vastese come “una mia vicina di casa, quando era piccolissima e mi diceva: Buongiorno, signora”. Oggi che la Sciocchetti lavora alla Rai, Maria Chiara “ogni tanto mi telefona e mi chiede consigli: C’è questa scuola di recitazione. Può essere quella giusta?”. Allora Rocco si fa serio: “Dopo Miss Italia si possono intraprendere molte strade. C’è quella dello studio”. Ormai, il pubblico ride appena apre bocca e lui subito precisa: “Che ridete? Sto dicendo sul serio”. Altra risata. Quindi l’appuntamento a dopo il film. “E’ ancora lunga la serata. Dove volete andare…”.
Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com



