domenica 18 Gennaio 2026
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Iannone trionfa in Giappone

MOTEGI (Giappone) – E’ l’unico pilota italiano ad aver fatto suonare le note dell’inno di Mameli in tutte le tre classi del motomondiale. Basterebbe questo per dare la dimensione della vittoria di Andrea Iannone. Terza vittoria in questa annata, la decima da quando è sui circuiti del motomondiale (tra 125 e Moto2).

Ora, in previsione della prossima stagione, non ci si può più nascondere, il pilota vastese si ritaglia un posto di tutto rispetto tra i migliori piloti in circolazione. E viene da pensare a come sarebbe andata la stagione senza quelle cadute e quei problemi che in troppe gare lo hanno frenato. Ma il passato è ormai andato e il presente dice che questa mattina (italiana, ndr), il numero 29 è stato il più bravo di tutti, con una gara perfetta e la conseguente vittoria.

La cronaca. Iannone scatta dalla terza casella in griglia di partenza e già nel primo giro si porta al comando della gara. Dietro di lui è battaglia vera, con gli sfidanti per il titolo Bradl e Marquez che si giocano il tutto per tutto. Il tedesco riesce a rimontare fino al terzo posto e poi a compiere il sorpasso nei confronti del rivale spagnolo, portandosi dietro a Iannone.

I tre vanno avanti così fino a quando Bradl, per un errore, scivola in quarta posizione. A cinque giri dalla fine un brivido gela la schiena degli italiani. Il pilota vastese, in uscita dalla curva 5, per un errore (o forse un problema tecnico) è costretto a lasciare strada a Marquez.

Nulla di compromesso, perchè Andrea tira fuori il meglio di sè e della sua Suter Speed Master, e, dopo un solo giro, con una staccata da urlo riesce a riportarsi in testa e in fuga verso la vittoria. Maqruez se ne resta secondo, approfittando di Bradl al quarto posto.

La gara si chiude così. Trionfo per Andrea Iannone, Marquez secondo e Luthi terzo, con Bradl giù dal podio. Quando mancano tre gare al termine del campionato la classifica iridata ora vede al comando Marquez con 235 punti, Bradl, in caduta libera, a 234, Iannone 157, De Angelis 132 e Corsi 126.

Giuseppe Ritucci