mercoledì 11 Febbraio 2026
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Il turismo che cambia nei borghi: l'Abruzzo e alberghi diffusi

PESCARA. L’Abruzzo scommette su un turismo “diverso”. In un progetto di legge, presentato a Pescara, possibili incentivazioni per gli imprenditori che investiranno sull’albergo diffuso nei borghi della nostra regione.  Il progetto prevede la valorizzazione di aree, soprattutto interne, spopolate e “dimenticate” a sè stesse da tempo. Un tipo di offerta che coinvolga le comunità e le attività locali e che generi una netta crescita dell’economia. Non un soggiorno ma un vero e proprio stile di vita.  Esempio di albergo diffuso in Abruzzo è rappresentato dal comune di Santo Stefano di Sessanio. Un esperimento riuscitissimo a livello mondiale grazie all’imprenditore Daniel Kihlgren, ora testimonial d’eccezione del progetto della Regione Abruzzo.
Sono tantissimi, quasi cento, i piccoli centri che vanno dalla costa ai borghi, alle frazioni di montagna disabitate e pronte a poter essere trasformate in alberghi diffusi. E’ già stato sondato l’interesse di alcuni imprenditori e si è passati a parlare anche di progetti concreti. Tutto teso a riscoprire la storia, la tradizione, la cultura e il patrimonio di questi borghi, il più delle volte sconosciuti ai turisti e agli stessi corregionali, e renderli polo di attrazione turistica. 
L’iniziativa è stata presentata sabato a Pescara. Presenti il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, il governatore Gianni Chiodi, l’assessore al Turismo regionale, Mauro Di Dalmazio, il consigliere Riccardo Chiavaroli del Pdl, il presidente della Provincia di Pescara nonchè firmatario del progetto, Guerino Testa e l’assessore al Turismo provinciale, Aurelio Cilli, oltre il testimonial Kihlgren. 
“Quando sono arrivato a Santo Stefano di Sessanio nel 1998, non c’era nulla. Solo una attività ricettiva , un solo negozio. Ora se ne contano più di quindici e dopo quasi 150 anni le persone sono tornate a popolare la montagna anche per trovare lavoro” affe4rma l’imprenditore Kihlgren. 
“Servirà per recuperare l’edilizia, favorire il ripopolamento e vivibilità di questi borghi e proporre nuove forme di ospitalità. Grazie a questa legge speriamo che tanti imprenditori prendano in mano la situazione e abbiano il coraggio di replicare al modelli proposto e ora di successo a livello nazionale di Santo Stefano di Sessanio. Cittadina che sarà anche sede dei lavori della Commissione nazionale del turismo  della Conferenza delle regioni e delle Province autonome a cui dovrebbe prendere parte anche il ministro per i Beni, le Attività culturali e il turismo, Massimo Bray” spiegano Di Dalmazio e Pagano.  Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)