L’AQUILA – Spunta il nome del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, nell’inchiesta sulla ricostruzione, che ha portato in carcere 4 persone accusate di corruzione, la stessa ipotesi di reato per cui è indagata anche Daniela Stati, ormai ex assessore regionale alla Protezione civile.
Il nome di Chiodi lo fa il gip Marco Billi nella sua ordinanza. Nel mirino della magistratura le presunte consulenze affidate dalla società Abruzzo Engineering (di cui fanno parte Finmeccanica, Regione Abruzzo e Provincia dell’Aquila) allo studio privato di Chiodi. “La completezza dell’indagine – scrive il magistrato – impone ad avviso di questa autorità giudiziaria ulteriori approfondimenti. Occorre chiarire l’eventuale sussistenza di rapporti professionali tra la società Abruzzo Engineering spa e lo studio di amministrazione societaria Chiodi-Tancredi. In particolare nella conversazione numero 2409 del 28 agosto 2009 relativa al piano ideato dalla Stati Carmine Tancredi”, socio di studio del presidente della Regione, “fa presente alla donna che Chiodi è perfettamente a conoscenza di tutto”.
Domani si decide. Sono attese per domani le decisioni del gip dell’Aquila Marco Billi sui cinque indagati nell’ambito dell’inchiesta, per corruzione, sui lavori del post terremoto aquilano. I legali degli assistiti, dopo gli interrogatori di ieri, hanno chiesto per tutti la revoca dei provvedimenti cautelari. Sotto inchiesta sono finiti Ezio Stati, gia’ capogruppo regionale nel 2000 di Forza Italia, la figlia Daniela, assessore regionale, dimissionaria, sulla quale pende un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici, il compagno Marco Buzzelli, l’ex deputato di Forza Italia Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli, attuale amministratore delegato di Selex Service Management, societa’ di Finmeccanica. Secondo l’accusa Daniela Stati si sarebbe interessata, dietro regalie, a far inserire la societa’ regionale Abruzzo Engineering in un’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri. Alla societa’ dovevano poi essere affidati studi sul post terremoto di cui ne avrebbero beneficiato Angeloni e Stornelli tramite loro societa’. Per gli avvocati della difesa si tratta di equivoci nelle intercettazioni telefoniche. Gli stessi legali sono convinti che la vicenda e’ destinata a sgonfiarsi. Ezio Stati e Vincenzo Angeloni sono rinchiusi in carcere, Marco Buzzelli e’ agli arresti domiciliari mentre per Stornelli e’ stato disposto l’obbligo di dimora a Roma. (Agi)



