VASTO – Anche quest’anno la Carovana Antimafie è tornata a Vasto. Ad accoglierla sono stati gli studenti e i docenti dell’Iis Mattei, che stanno portando avanti, durante l’anno scolastico, diversi progetti riguardo la legalità.
La Carovana Antimafie, promossa da Arci, Libera e Avviso Pubblico, quest’anno avrà un respiro internazionale. Infatti, dopo essere partita da Roma il 1 marzo, toccherà tutte le regioni italiane e diversi paesi europei, prima di chiudere il suo viaggio a Corleone, il 4 giugno, con un grande concerto popolare.
A fare da testimini ci sono Giuliano e Salvatore. Giuliano è un 56enne milanese. Faceva il camionista, prima di perdere il lavoro. “Ho lavorato per 30 anni, in un’azienda che faceva le cose seguendo le regole. Quando è iniziata la crisi, nel 2007, il mio datore di lavoro ha provato a rimanere nella legalità. Ma altri non hanno fatto così. Per questo la mia azienda è fallita, perchè non è riuscita a tenere i pressi bassi come gli altri, che non rispettano le regole. Questa, della concorrenza sleale è una forma di illegalità, di mafiosità. Ecco perchè io mi sento vittima dell’illegalità. Ma non dobbiamo fare in modo che diventiamo schiavi del lavoro e del potere”.
Salvatore spiega da dove nasce questo percorso. “Dopo le stregi di mafia, Arci Sicilia ha deciso di parlare. La mafia, oggi, non è più solo coppola e lupara, come si vede nei film. La mafia ha interessi economici, ha spostato la sua azione dappertutto”. Attorno a sè ci sono dei poster che ricordano alcune delle vittime di mafia in Sicilia. “Per combatterla possiamo fare come queste persone. Loro hanno pagato con la vita perchè sono state lasciate sole. Ma la vera forza è nello stare uniti, nello stimolare una coscienza critica.
Vedete, chi assiste ad un reato e non lo denuncia, è come se commettesse un reato”. Oggi si cerca di combattere la mafia colpendo i patrimoni. “Ma vogliono cambiare la legge sulla cinfisca dei patrimoni. Pio La Torre, che la promosse, ha pagato con la sua vita”.
Da loro e da Lino Salvatorelli, responsabile Arci di Vasto, c’è l’invito ai giovani a partecipare ai campi di lavoro organizzati da Arci e Libera. “Si ha così modo di toccare con mano questa situazione, e allo stesso tempo rendersi utili a favore della collettività”.
Ecco quindi, che il modo per contrastare l’illegalità è anche quello di “essere presenti, combattere. Dire io non ho paura di te, perchè non sono solo. Dobbiamo fare società contro l’illegalità e le mafie”. Salvatore chiude con una frase: “Se vuoi arrivare per primo, cammina da solo. Se vuoi arrivare lontano cammina con gli altri”.
Giuseppe Ritucci



