martedì 10 Febbraio 2026
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Le pagelle dei protagonisti della promozione della Bcc Basket

VASTO – Si chiude una stagione entusiasmante, con una serie di gare di finale avvincente, in cui i biancorossi della Bcc Basket hanno dato il meglio di sè. Ecco le pagelle dei cestisti vastesi.

Silvio Marinaro. L’eterna promessa si è compiuta. Sono due anni che ci incontriamo ad inizio stagione per fare l’elenco dei buoni propositi. Fino a quest’inverno Silvio non li aveva mantenuti. Poi, l’arrivo di coach Di Salvatore gli ha dato la scossa. Non ancora ha fatto vedere tutto ciò di cui è capace. Ma è per questo che è uno dei pilastri su cui fondare la squadra per il prossimo anno.

Giuseppe Bonaiuto. Sulla sua testa gira una nuvoletta nera di fantozziana memoria. Quando arrivano le fasi cruciali del campionato, l’anno scorso come quest’anno, Peppe si fa male. Ha guardato i suoi compagni dalla panchina nell’Inferno camplese. Nella gara più importante è sceso in campo, nonostante un tendine al limite, per far rifiatare Toth. Si è preso il lusso di mettere dentro una delle sue bombe da tre. Gradi di capitano meritati e confermati.

Marco Florio. L’allenatore in campo. Con la sua esperienza ha guidato i compagni alla conquista di questa finale. Si è diviso con Di Pierro il compito di dirigere l’orchestra biancorossa. E il risultato è sotto l’occhio di tutti. In queste gare di finale ha anche infilato i canestri giusti al momento giusto. Una risorsa preziosissima in campo e in panchina, visti i frutti del suo lavoro come allenatore, vedi Maggio e Magrì.

Vincenzo Di Pierro. Il Roberto Baggio della pallacanestro. Arrivato a stagione in corso, ha cambiato il volto della Bcc Basket. Senza nulla togliere ai suoi compagni, si vede anche con mezzo occhio che Vincenzino è di categoria superiore. Ha giocato tre gare di finale con un dito fratturato, stringendo i denti, anche quando gli avversari puntavano dritti sulla mano fasciata. Canestri esaltanti e azioni travolgenti. Assolutamente da riconfermare.

Stefano Magrì e Alessio Maggio. Li mettiamo insieme perché non sono scesi in campo nelle gare dei playoff, ma nonostante tutto il loro contributo si è sentito durante l’anno, durante gli allenamenti settimanali e nelle occasioni che hanno avuto di scendere sul parquet. Durante la stagione regolare, quando passavano molto tempo in panca, erano più concentrati a cercare l’obiettivo del fotografo che sulla partita. Nei playoff non si sono distratti una volta, concentratissimi e pronti a fare gruppo. Sono il futuro del basket vastese. Con loro vanno ricordati tutti i ragazzi delle giovanili che hanno gravitato attorno alla prima squadra, impegnandosi con passione negli allenamenti.

Luca Di Tizio. La sua stagione la si può legare a due episodi di gara 4. Il canestro facile sbagliato e la schiacciata stile Nba che fa venire già il palazzetto. Luca è ancora molto giovane e con tanti margini di miglioramento. Coach di Salvatore ha saputo dargli la giusta fiducia e lui lo ha ripagato, con prestazioni super. Ora gli manca la costanza. Ma ha gli anni per lavorarci e diventare un punto fermo anche nelle categorie superiori.

Benjamin Dutto. Una stagione superlativa. I vastesi si sono subito innamorati di lui. Ben li ha deliziati con una marea di canestri e tante giocate da applausi. Il suo temperamento a volte lo ha portato a voler strafare, ma nei momenti decisivi della stagione (vedi le due bombe+tiro libero di Campli) la firma è stata la sua. Le sue lacrime a fine gara rivelano l’essenza dell’uomo prima di quella del campione. Le regole dei campionati non gli consentono di giocare la C nazionale. Una raccolta di firme per una deroga dalla federazione?

Vittorio Ierbs. Finito nel dimenticatoio la scorsa stagione, quest’anno si è ritagliato il suo spazio. E se lo è meritato tutto sul campo, in allenamento come in partita facendo ricordare a tutti che si può contare su di lui. Vastese doc il pubblico lo ha applaudito tutte le volte che è sceso sul parquet. Per non parlare di quando ha fatto canestro. E’ cresciuto nella Vasto Basket e quindi per lui la soddisfazione è doppia. Se continua così un posto nel roster della C nazionale non glielo toglie nessuno.

Saby Toth. Il gigante ungherese le ha prese e le ha date. Padrone dell’area, ha portato tanta quantità. Ma anche qualità, perché le sue percentuali al tiro sono sempre alte. Quando non va lui a  canestro libera sempre spazi fondamentali per gli inserimenti dei compagni. Ed è a lui che tocca il “lavoro sporco” di blocchi sottocanestro. Negli ultimi 4 anni ha vinto 3 campionati. Anche per lui vale la stessa regola di Dutto. Forse è il caso di lanciarne due di raccolte firme.

Sandro Di Salvatore (Coach). A parlare del coach potremmo stare bene per una settimana. E’ arrivato in una situazione difficile, con la squadra in fase di sbandamento. Ha rimesso tutti in riga, senza mai alzare la voce. Sempre pacato, misurato, concentrato sulla partita. Dopo la semifinale vinta a Campobasso, mentre i giocatori festeggiavano negli spogliatoi, lui era già con il suo staff a programmare l’avvicinamento alla finale. Ha tirato fuori il meglio da ognuno degli uomini a disposizione. Con lui si può aprire un ciclo vincente.

Luigi Cicchini (Assistente). Vive di Vasto Basket da quando è un ragazzino. Sempre al fianco del coach e dei giocatori, per ogni esigenza che si presenti. Una presenza costante e importante nell’organico della società.  Stasera ha potuto liberare le emozioni  ( e pure troppo…) tenute dentro per tanti anni. Compito non secondario, quello di realizzare i manifesti per le gare interne della Bcc Basket, che quest’anno hanno portato davvero fortuna.

Andrea Ialacci (preparatore fisico). Gli occhi più attenti avranno notato che nelle gare di finale c’era una netta differenza di condizione atletica tra vastesi e camplesi. Va quindi dato merito ad Andrea di aver seguito sempre con costanza gli allenamenti dei cestisti vastesi, con la giusta attenzione alla situazione di ognuno e dosando i carichi di lavoro  personalizzati. Anche la sua è stata una presenza importante.

Giuseppe Ritucci