SAN SALVO – “Voglio ribadire quel che abbiamo detto finora, ovvero che abbiamo dialogato con tutti, con la città e con i cittadini – così ha esordito Tiziana Magnacca nella conferenza stampa tenuta ieri mattina sua sede elettorale di via Montegrappa – e questo è un criterio di merito per la politica. Lo abbiamo fatto perché pare evidente che vi è un sentimento di cambiamento e di rinnovamento. È stata un’iperbole chiedere il voto a Mariotti, ma chi vuole amministrare la città
deve chiedere il voto a tutti i cittadini e Mariotti prima di essere il candidato del Pd è un cittadino di San Salvo. E non lo abbiamo fatto solo con lui, ma abbiamo chiesto una mano a tutti i moderati, anche a quelli che inizialmente si erano schierati con l’onorevole Mariotti, vedi Democratici per San Salvo e Città Unita, di cui Di Stefano, appellandosi esclusivamente al Pd, sembra essersi completamente dimenticato; e, poi, al popolo di centrosinistra stanco delle sceneggiate e che non si sente più rappresentato da dirigenti tanto litigiosi quanto inermi, perché noi vogliamo essere gli amministratori di tutti e quello che vogliamo ricostruire a San Salvo è l’unità di tutti i cittadini e non solo di alcuni come traspare chiaramente dai comunicati del Di Stefano”.
Quindi la Magnacca si è soffermata sulla parentesi UdC: “All’UdC abbiamo chiesto di stare con noi fin dall’inizio, ovvero dal mese di novembre, perché questo avrebbe consentito di rimettere insieme tutto quel popolo che da sempre ha votato centrodestra. La scelta di correre da soli non ha sminuito il mio apprezzamento e la mia stima per Fabio Travaglini, ma per “motivi tecnici” escludiamo qualunque apparentamento con l’UdC. La squadra che si presenterà al II turno sarà, dunque, la stessa che si è presentata la I turno, e questo è bene sottolinearlo per chiarezza, responsabilità e trasparenza. Ciò, però, non significa non chiedere il voto ai centristi ed allo stesso Travaglini, che ha condiviso e condivide con noi un mondo valoriale che non appartiene ad altri.”
L’avvocato sansalvese non ha poi lesinato frecciate al suo competitor ed alla coalizione di centrosinistra: “Mentre gli altri erano a litigare – ha detto – noi avevamo già ben chiare quali erano le priorità del governo cittadino ed i manifesti che abbiamo affisso già da gennaio ne sono una chiara testimonianza, a cominciare dal problema dell’occupazione. Un sindaco, un’Amministrazione devono stare accanto agli imprenditori per difendere il lavoro ed oggi l’impresa è divenuta ancora più ardua. L’Amministrazione precedente per ben 9 anni è stata totalmente insensibile a queste problematiche ed ha determinato un pericoloso passo indietro che ha reso più difficoltoso trovare soluzioni oggi. Quando di Stefano dice che io e lui saremmo comunque due validi sindaci, non fa altro che lanciare una nuova frecciata a Mariotti che evidentemente non lo sarebbe stato. E non è vero che siamo uguali perché la differenza c’è. Politicamente e dal punto di vista amministrativo ci deve essere e ci sarà. Ad esempio, quell’Amministrazione sarà gestita da due teste, e lo si è visto anche in questa campagna elettorale; a me invece gli amici, che vedete anche al mio fianco oggi, non solo hanno lasciato spazio fisico, ma anche decisionale. Non mi hanno mai sovrastato e con loro vi sarà un grande rapporto di collaborazione.
Noi siamo qui sereni ed entusiasti: nessuno ha mollato, siamo compatti ed uniti. Dall’altra parte pare abbiano già fatto la Giunta e sono cominciate le beghe. Ecco, questo è un grande rischio: noi siamo una guida sicura e compatta, gli altri sono a rischio prima di diventare una guida ed l’ipotesi di un nuovo Commissariamento è già dietro l’angolo”. Una nota anche sul programma elettorale: “Il nostro programma è semplice e chiaro. In quello degli altri leggiamo promesse tradite e ci si ritrova ad affrontare problematiche che avrebbero dovuto già risolvere”. Un appello anche ai grillini: “Faccio un appello anche ai ragazzi del Movimento 5 Stelle per i quali ho grande ammirazione, anche perché hanno condotto una campagna senza cadere nella denigrazione personale e nello scandalismo come ha fatto, invece, il mio avversario Di Stefano.
Riprendendo un loro slogan, dico loro che è il momento di cambiare la città per non cambiare
città“. Proprio a Di Stefano la Magnacca ha dedicato la parte finale del suo intervento:” Di Stefano
ha manifestato continuamente disprezzo verso Mariotti e la sua coalizione ed oggi lo definisce galantuomo per paura di perdere. Se Arnaldo Mariotti non dovesse aderire all’invito avrebbe i suoi buoni motivi e se noi dovessimo amministrare la città siamo certi che li scopriremo. Se dovesse aderire sarebbe il peggior esempio di politica nella nostra città. L’appello di Di Stefano è contraddittorio ed è tipico di chi ha paura di perdere, ma noi diciamo ai cittadini di valutare attentamente quello che è stato fatto per loro e per la città da Di Stefano quando era assessore all’Urbanistica, alla Cultura, allo Sport e al Turismo. All’onorevole Mariotti, invece, chiediamo un’opposizione leale e di mettere a disposizione della città un’opposizione propositiva di cui terremo certamente conto”. Infine l’ultimo appello: “Chiediamo a tutti i sansalvesi di andare a votare e di non lasciare a decidere solo coloro che vanno perdendo magari l’occasione di dare una svolta a questa città”.
Redazione Vastoweb



