martedì 10 Febbraio 2026
Cerca

Materazzi non va in Tribunale, la Figc: "E' a Coverciano"

VASTO – Marco Materazzi dovrà presentarsi in Tribunale a Vasto il prossimo 25 settembre. Lo ha deciso stamani il giudice Giovanni Falcione, rinviando l’udienza. Il forfait del calciatore, alle prese con il corso per allenatori a Coverciano, era stato annunciato dal suo avvocato, Luigi Masciulli. Ma a settembre l’ex difensore dell’Inter dovrà presentarsi in aula nel processo che lo vede come parte lesa e testimone.

L’annuncio – Marco Materazzi non ci sarà. Il campione del mondo del 2006 non sarà presente all’udienza fissata per stamani alle 9,30 al palazzo di giustizia di Vasto. L’ex calciatore dell’Inter ha querelato un vastese. E’ parte lesa e testimone.

Oggi sarebbe dovuto comparire dinanzi al giudice Giovanni Falcione per deporre contro Nicola Pollutri, 45 anni all’epoca dei fatti. Secondo Materazzi, sarebbe lui l’autore di un blog in cui erano contenute frasi diffamatorie nei suoi confronti. A dire la verità, l’ex difensore nerazzurro aveva già deposto il Tribunale il 26 novembre 2010. Poi, però, il magistrato, Paolo Di Croce, si è trasferito in Molise. Cambiare giudice significa ricominciare dall’inizio. Per questo Materazzi deve tornare a Vasto.

Non lo farà oggi, visto che ieri, alla vigilia dell’udienza, il settore tecnico della Figc ha inviato all’avvocato vastese del giocatore, Luigi Masciulli, un foglio su carta intestata che certifica la partecipazione di Materazzi al corso per allenatori che la federazione organizza a Coverciano (Firenze) e che terrà impegnati i partecipanti “dal lunedì al venerdì per 8 ore al giorno”.

In aula Masciulli presenterà il documento, chiedendo un rinvio della deposizione di Materazzi. L’avvocato del querelato è Angela Pennetta, che sostiene l’innocenza del suo assistito: “Non si è nemmeno stabilito con certezza che lui fosse l’autore del blog”.

L’udienza del 26 novembre 2010 – L’oggetto del contendere è un blog in cui le immagini di Matrix (questo il soprannome con cui gli interisti chiamano ancora il giocatore) venivano associate a frasi ingiuriose e a pesanti aggettivi. Il 26 novembre 2010, giorno della deposizione in aula, il palazzo di giustizia di via Bachelet era gremito. “Aprendo internet con un motore di ricerca insieme ai mei figli di 9, 5 e un anno, ho scritto Materazzi ed è venuto fuori Macellazzi”, aveva raccontato il giocatore al giudice monocratico, Paolo Di Croce, citando gli epiteti: “Assassino, macellaio, spaccagambe, pezzo di merda”.

Prima del caso Vasto, Materazzi ha già esperito le vie legali per tutelare la sua immagine. Nel 2009, alla fine di agosto, ha querelato la produzione de L’ispettore Coliandro, telefilm poliziesco di Rai2, per una battuta che l’ex interista ritiene lesiva della sua onorabilità. Ha chiesto un risarcimento pari a un euro per ogni spettatore della puntata incriminata, vista da circa 2 milioni di persone.

Invece, sulla vicenda di Vasto, nell’udienza del 26 novembre 2010 ha dichiarato al giudice Di Croce: “Non ho problemi a chiedere un risarcimento simbolico”.

micheledannunzio@vastoweb.com