VASTO – “Il Tribunale di Vasto non è a rischio”. Quando Michele Vietti ha pronunciato questa frase, la platea dell’aula magna del palazzo di giustizia ha tirato un sospiro di sollievo e fatto un applauso.
Il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura oggi è stato a Vasto per partecipare al convegno sul libro Perché il Vangelo può salvare l’Italia, scritto dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte. Insieme a Vietti e al monsignore, si è seduto al tavolo dei relatori anche Gianni Riotta, ex direttore del Tg1, che ha moderato il dibattito e il Prof. Francesco D’Agostino, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani.
“Il Tribunale di Vasto non è a rischio”, ha assicurato Vietti. “L’emendamento alla legge delega” sul riordino della geografia giudiziaria “prevede che ogni decisione relativa a eventuali accorpamenti sarà posticipata di un triennio. Qui tutti continueranno a svolgere il loro mestiere. State tranquilli”. Le parole del numero due del Csm sulla legge che, per risparmiare, sopprimerà i Tribunali minori erano le più attese negli ambienti giudiziari vastesi. Parole importanti quelle pronunciate nel corso del suo intervento, nel corso del quale si è soffermato su vari temi, dando una propria lettura del libro dell’arcivescovo.
“Un libro straordinariamente interessante – come ha detto Gianni Riotta – perchè non è scritto per chi si trova all’interno della Chiesa, ma per tutti coloro che sono fuori da questo recinto”.
Vitti è dello stesso parere: “Si tratta di un libro che ha stimolato molte utili riflessioni, che può essere letto e commentato insieme. Apprezzo la profonda cultura dell’autore, ma anche il suo grande equilibrio, dote non così diffusa oggi, oltre alla sua profonda sensibilità, sia umana che cristiana”. L’onorevole ha poi voluto condividere i suoi spunti nati dalla lettura dell’opera: “Si deve ripensare la politica in forme nuove, come modernità, con passione e impegno per la collettività. C’è bisogno di una politica alta e nobile, in un periodo in cui non è questo il pensiero comune. La politica deve padroneggiare il potere economico e deve essere vicina alla gente, come dice Monsignor Forte nel libro”.
Secondo l’onorevole la politica deve essere capace di fare le riforme di cui il Paese ha bisogno, che guardi al futuro e che accetti le sfide. “Bruno Forte ci sollecita in questo: la politica non deve essere fatta di curve come allo stadio, non è questa la premessa per costruire un Paese solidale in grado di vincere la sfida economica della modernità”. Per Vietti si devono educare le nuove generazioni a sviluppare il senso di appartenenza, perchè “Solo se ha radici profonde un albero cresce in altezza”. Poi un pensiero sulla crisi: “E’ figlia di un approccio in cui il valore del denaro era considerato assoluto. Invece noi viviamo in una comunità, siamo quello che siamo grazie agli altri, non c’è etica pubblica senza solidarietà. La nostra sfida è quella di recuperare i valori, ma senza conflitti. Politica e carità non sono in contrapposizione, la politica è la forma più alta di carità”.
Poi tocca a Monsignor Forte: “Questo è un libro che nasce per amore, va oltre le mie intenzioni, è un invito alla politica ad essere da stimolo. Per rigenerare l’attuale politica ci vogliono politici disposti a pagarne il prezzo”. La soluzione c’è: “Si deve cambiare la legge elettorale e poi bisognerebbe tornare a politici come Remo Gaspari, che ha usato i mezzi del suo tempo per essere vicino alla gente”. Ma solo il Vangelo può davvero salvare l’Italia? “Io ne sono convinto, anche se c’è tanta gente che non crede e fa comunque bene. Mi auguro che rinasca una politica di livello in Italia, con persone oneste e libere per una nazione migliore. Queste cose non si fanno da soli, ma con l’amore e con il Vangelo”.
Giuseppe Mancini



