sabato 7 Febbraio 2026
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Motorini rubati, i tre indagati restano ai domiciliari

VASTO – Rimangono ai domiciliari i tre giovani arrestati dai carabinieri al termine dell’inchiesta su un giro di motorini rubati e poi smontati per rivenderne i pezzi e acquistare col ricavato la droga da spacciare.

Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto, Stefania Izzi, secondo cui esiste per gli indagati il rischio di reiterazione dei reati contestati, ossia ricettazione e spaccio di sostanze stupefacenti. Andrea Sciascia, 27 anni, di Cupello, Roberto Gigliotti, 26, di Vasto, e Bouchaib Ayyad, 22, marocchino residente a Monteodorisio, erano comparsi nei giorni scorsi dinanzi al giudice, alla presenza del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, che ha coordinato le indagini. I loro difensori sono Gianni Menna, Angela Pennetta e Alessio Carusi. Gigliotti si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Il Gip ha deciso che devono rimanere tutti e tre ai domiciliari perché, secondo la valutazione del magistrato, persiste il rischio che, una volta liberati, possano tornare a svolgere le medesime attività illecite.

“Presenterò ricorso al Tribunale del riesame dell’Aquila”, annuncia l’avvocato Menna. “Si tratta di fatti di cui gli investigatori sono venuti a conoscenza tramite intercettazioni telefoniche. Noi abbiamo fornito alla magistratura una diversa interpretazione. Per questo ci rivolgeremo ai giudici del capoluogo”.

La notizia del 26 maggio – Sono stati arrestati questa mattina, dai carabinieri della Compagnia di Vasto, tre giovani del territorio, con l’accusa di ricettazione e spaccio di stupefacenti. Si tratta di Andrea Sciascia, 27 anni di Cupello, Roberto Gigliotti, 26 anni, di Vasto e Bouchaib Ayyad, 22enne, nato in Marocco ma residente a Monteodorisio.

I tre, secondo quanto disposto dal Gip del Tribunale di Vasto, su richiesta della procura, sono agli arresti domiciliari.

Oltre ai tre arrestati, sono stati denunciati a piede libero altri tre soggetti di Cupello, ritenuti a vario titolo responsabili degli stessi reati in concorso: S. A., 19enne, T. M., 20enne e D. A., 19enne.

Le indagini, durate circa un anno, hanno consentito di inviduare questo gruppo di giovani che collaborava per mettere in atto operazioni illecite. Alla base di tutto c’era il furto di motorini, a Vasto e nel territorio. Le moto rubate venivano poi smontate e vendute come pezzi di ricambio. Con i soldi ricavati venivano acquistate partite di droga, in particolare hashish e marjuana, vendute poi ad altre persone.

Inoltre il gruppo, secondo quanto venuto fuori da intercettazioni, sarebbe il responsabile di alcuni furti di rame e contro il patrimonio. “Nel corso delle perquisizioni -ha spiegato il capitano Giuseppe Loschiavo- sono stati recuperati 65 grammi di hashish, materiale vario utilizzato per il confezionamento della droga, un bilancino di precisione, 2 telai di motociclette oggetti di furto e parti di ricambio di dubbia provenienza”. Altri 3 telai di moto erano stati recuperati nel corso delle indagini.

“I giovani -ha spiegato il sottotenente Loredana Lenoci- progettavano furti in cantiere e negli esercizi pubblici. Questo gruppo rappresenta un esempio di microcriminalità predatoria. I genitori degli interessati hanno dichiarato di essere all’oscuro di tutto”.

Sono state effettuate sei perquisizioni da parte dei militari dell’arma, nelle abitazioni e in magazzini, con l’ausilio di un’unità cinofila del Comando Legione di Chieti, nel corso delle quali è stato rinvenuto il materiale di dubbia provenienza che è stato posto sotto sequestro.

Redazione Vastoweb