lunedì 9 Febbraio 2026
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Nicola, morto a 21 anni, un tappeto di fiori per l'ultimo saluto

FRAINE – Un intero paese si ferma per salutare per l’ultima volta Nicola Stampone, una vita spezzata da un subdolo male ad appena 21 anni. Ci sono i compaesani e anche tantissimi studenti. I suoi ex compagni di classe dell’Liceo scientifico tecnologico Mattei di Vasto.

Tutti, nessuno escluso, sono tornati dalle sedi universitarie per pregare davanti al corpo senza vita di un ragazzo amatissimo. “Delle persone che ci lasciano si parla sempre bene. Ma posso garantire che Nicola era davvero un pezzo di pane. Un giovane buono e sincero”, racconta la professoressa Paola Cerella.

Chiesa di San Silvestro Papa gremita, come il sagrato antistante l’ingresso. Parenti, amici e conoscenti fanno la fila per rendere omaggio “a un ragazzo speciale, dai modi gentili, dotato di quella educazione ormai in via d’estinzione”, sottolinea l’insegnante. Le esequie, celebrate dal parroco, don Fracois  Kayiranga, si svolgono in un’atmosfera di grande compostezza e dignità.

Dopo il diploma, Nicola aveva iniziato a studiare farmacia. Ma il suo sogno era fare il fisioterapista. Stava imboccando la strada per realizzarlo. Era riuscito a entrare alla facoltà di fisioterapia di Campobasso. Ma il male, inesorabile, lo ha colpito per la seconda volta.

La prima volta aveva vinto lui, sconfiggendo il nemico che si era insinuato nel suo corpo e tornando anche alla sua grande passione, il calcio, nell’Olympia Agnonese, la squadra molisana in cui aveva giocato nelle squadre giovanili. Sembrava tutto risolto.

Ma due mesi fa il male è tornato a farlo soffrire. Prima il ricovero nel centro specializzato di Verona. Poi, quando ormai non c’era più nulla da fare, il trasferimento nel reparto di lungodegenza dell’ospedale Vietri di Larino. E’ lì che lo erano andati a trovare alcuni ex compagni di scuola. Nicola li aveva rassicurati, anche se sapeva tutto delle sue condizioni. Lascia mamma Maria, papà Enzo e la sorella Valeria. Don Francois racconta le testimonianze delle persone che hanno conosciuto lo studente dal cuore grande: “Ora è nella vita eterna”.

Nel tragitto dalla chiesa al cimitero i compaesani staccano i fiori dalle corone e li gettano a terra. Un tappeto profumato per l’ultimo viaggio di una persona stupenda.

Redazione Vastoweb