X
martedì 9 Dicembre 2025
Cerca

Omicidio Neila, dissequestrato l'appartamento di via Pertini

VASTO – Era il giorno della prima, intensa nevicata: venerdì 3 febbraio. Mentre Vasto era sotto la coltre bianca, venivano tolti i sigilli alla casa di via Sandro Pertini.

Quel giorno è stato eseguito materialmente il dissequestro dell’appartamento in cui è stata uccisa a coltellate Neila Bureikaite, lituana di 24 anni uccisa da tre fendenti vibrati con un coltello da cucina il 15 ottobre 2011 nell’alloggio che condivideva col suo compagno. E’ lui l’accusato dell’omicidio: da oltre 4 mesi è rinchiuso nel carcere di Torre Sinello Matteo Pepe, 43 anni, imprenditore edile originario di Motta Montecorvino (Foggia) ma trapiantato a Vasto. Separato dalla moglie e padre di tre figli, l’uomo aveva conosciuto Neila nel 2007, anno in cui tra i due era iniziata la storia d’amore.

Il 15 ottobre scorso il tragico fatto di sangue, accaduto prima delle 8 del mattino, come ha accertato l’autopsia eseguita dal medico legale della Asl, Pietro Falco. Tre coltellate alla schiena hanno spezzato in pochi attimi la vita della ragazza. E’ un omicidio passionale, secondo polizia e Procura. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Enrica Medori, sono giunte a buon punto. E’ quanto si deduce dal via libera che la magistratura vastese ha dato al dissequestro dell’appartamento. “Sono stati eseguiti degli accertamenti, anche di natura tecnica”, commenta Antonio Ottaviano, avvocato della famiglia della lituana. “Si è chiusa una prima fase delle indagini”.

Intanto, proprio nel giorno in cui la casa è stata riaperta, la madre di Neila è giunta in città per la seconda volta dopo quel triste 19 ottobre in cui pianse davanti al corpo senza vita di sua figlia nell’obitorio dell’ospedale San Pio da Pietrelcina. La donna è entrata nell’alloggio per riprendersi gli effetti personali della ragazza. C’erano anche slip e felpa che la mattina del 15 ottobre i poliziotti avevano trovato in casa insieme al coltello ancora sporco di sangue. Particolari che emersero dalle prime informazioni filtrate a malapena attraverso la cortina di silenzio calata sul dramma. La donna ha incrociato gli avvocati di Pepe, Giampaolo Di Marco e Pasquale Morelli. Erano loro a rappresentare i familiari dell’imprenditore, rimasti in Puglia per evitare di avventurarsi in un viaggio rischioso durante le nevicate. “La casa è stata dissequestrata e gli oggetti personali della ragazza sono stati restituiti alla madre. Tutto si è svolto nella massima serenità”, racconta Di Marco a Vastoweb. Le prime indagini si erano concentrate sul computer della 24enne. Ora la rimozione dei sigilli è un segnale: gli investigatori hanno aggiunto altri tasselli al puzzle. Pepe, fino a questo momento, rimane l’unico indagato.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com