SAN SALVO – “Venerdì riuniremo la direzione regionale. Poi quella provinciale in cui affronteremo anche questo problema”. Lo annuncia Camillo Di Giuseppe, segretario provinciale del Pd, riguardo all’ennesima grana che il partito deve affrontare a San Salvo, dove l’amministrazione è caduta ad agosto con la mancata approvazione del bilancio di previsione. Tra i consiglieri comunali di maggioranza che hanno sgambettato il sindaco, Gabriele Marchese, ci sono anche sue esponenti democratici: Nicola Rossi e Giuseppe Roberti.
Di entrambi Marchese e i suoi 25 fedelissimi, raggruppati nel nuovo laboratorio politico SanSalvoDemocratica, hanno chiesto l’espulsione dal partito in una lettera inviata ai vertici regionali e provinciali del Pd, ma anche al leader nazionale, Pier Luigi Bersani.
La lettera – “È davvero singolare quanto sta avvenendo all’interno del circolo PD di San Salvo con la compiacenza degli organi provinciali e regionali del partito. Da circa due mesi il sindaco Gabriele Marchese si è dimesso e il Comune è stato commissariato dopo che, per la seconda volta, il bilancio di previsione è stato bocciato dal Consiglio comunale.
Protagonisti della mancata approvazione del bilancio, tra gli altri, sono stati due consiglieri comunali iscritti al PD che, non attenendosi alle indicazioni del direttivo di circolo e del gruppo consigliare, ne hanno determinato la bocciatura astenendosi.
Alla luce di questi fatti, 26 componenti del circolo PD di San Salvo hanno chiesto l’attivazione di procedure disciplinari nei confronti dei consiglieri Nicola Rossi e Giuseppe Roberti in quanto responsabili della caduta, a circa 8 mesi dalla scadenza del mandato, dell’amministrazione comunale guidata dal PD.
Dobbiamo constatare con grande amarezza che, alla data attuale, nessun organismo è stato convocato né a livello locale, né tantomeno a livelli superiori, ad eccezione di un direttivo di circolo convocato, nel mese di settembre, non per analizzare le cause della caduta dell’amministrazione comunale, ma con un diverso argomento all’ordine del giorno con la precisa volontà di oscurare la vicenda. Non è stata mai convocata l’assemblea degli iscritti al circolo sulle questioni anzidette.
Non ci si è scomodati a convocare il coordinamento o la direzione provinciale per discutere della crisi di un Comune di 20.000 abitanti che governiamo da oltre 20 anni.
I dirigenti regionali del partito sono stati totalmente assenti rendendosi, in tal modo, corresponsabili della caduta dell’amministrazione.
Le commissioni di garanzia a tutti i livelli, alle quali è stato chiesto l’attivazione delle procedure disciplinari nei confronti dei due consiglieri sopracitati, a tutt’oggi non hanno risposto all’appello.
Non vi è stata nessuna espressione di solidarietà umana nei confronti del sindaco e degli altri protagonisti di questa vicenda che pure sono dirigenti del PD.
Ci si chiede se questo è un partito democratico e se davvero rappresenta il nuovo. Ci si chiede a cosa è dovuto questo atteggiamento di indifferenza, se ci sia qualcosa da nascondere, se si sta cercando di salvaguardare le posizioni di qualcuno che si è reso complice e, più di altri, responsabile della caduta dell’amministrazione Marchese.
Questa forma di oscurantismo non fa onore a nessuno e tanto meno ad un partito che si connota con la qualifica di democratico.
Noi, 26 dirigenti del locale circolo del PD di San Salvo, aspettiamo con fiducia che qualcuno ci ascolti e che all’interno del partito si possa aprire un dibattito necessario innanzitutto a fare chiarezza su una vicenda che ha messo in ginocchio la credibilità del PD con i nostri iscritti, con il nostro elettorato e più in generale con l’opinione pubblica.
Tale discussione e l’assunzione di determinati provvedimenti è condizione essenziale per il superamento delle lacerazioni interne, è alla base della ricostruzione del rapporto di fiducia con l’opinione pubblica ed è garanzia per la nostra credibilità di governo”.



