SAN SALVO – Non è solo la crisi mondiale a far paura. Ora il problema principale è ripianare i debiti accumulati quando la Nippon sheet glass comprò il gruppo Pilkington. Difficoltà finanziarie che si ripercuotono pesantemente sulla fabbrica più grande, che è quella di San Salvo.
“A Bochum è emersa una realtà preoccupante. Ne discuteremo in una riunione con i sindacalisti della Rsu”, annuncia Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Filctem-Cigl.
“Dalla Germania siamo tornati con un quadro della situazione tutt’altro che rassicurante”, ammette Franco Zerra, segretario provinciale della Femca-Cisl. “Il gruppo Pilkington-Nsg, oltre ai noti problemi legati alla crisi di mercato, ha una complicata situazione finanziaria”. Debiti contratti al momento in cui i giapponesi di Nippon sheet glass acquistarono nel 2005 la Pilkington dagli inglesi. All’epoca, Nsg fece affidamento su un piano di rientro destinato a coprire le pendenze tramite la vendita di parabrezza e finestrini. Calcoli compiuti in un periodo in cui il mercato dell’auto e, conseguentemente, la produzione di vetro andavano a gonfie vele.
Per i primi tre anni sembrò che tutto stesse andando per il verso giusto. Ma dal 2008 la crisi economica mondiale, in cui il settore automobilistico ha iniziato a soffrire fin dal primo momento, ha fatto saltare ogni previsione. E sono cominciati i problemin seri.
Due giorni fa, nel vertice di Bochum il quadro di una strada tutta in salita è stato descritto dal presidente mondiale e amministratore delegato, Clemens Miller, insieme al numero due del gruppo, Mark Lions, e al capo del personale europeo, Annette Keller, alla presenza del direttore delle risorse umane del Nord America, Brian Pilling, che ha parlato di ambiente e sicurezza. Forti preoccupazioni sono emerse nella platea, composta da sindacalisti di tutta Europa. “Tutte le aziende europee sono alle prese con la riduzione dell’organico. A San Salvo, dove c’è la fabbrica più grande, il problema è più evidente”, sottolinea Zerra. “Secondo la dirigenza, bisogna rendere la Pilkington-Nsg competitiva come in passato. Noi dobbiamo difendere San Salvo, il sito produttivo che può vantare la maggiore professionalità. Per farlo, serve un’azione unitaria di tutti: lavoratori, sindacalisti e politici”.
Il 27 giugno il primo scoglio da affrontare. E’ convocata per le 9 del mattino nella sede di Confindustria Vasto, in corso Mazzini, la riunione per cercare un accordo sui 210 esuberi (110 impiegati e 100 operai) annunciati dall’azienda. Duecentodieci più altri 30 impiegati dei settori finanze, acquisti e informatica, che a San Salvo chiudono i battenti. Ai 30 dipendenti dell’azienda sansalvese è stato proposto il trasferimento in Polonia, dove il gruppo nipponico aprirà una nuova fabbrica da 400 dipendenti.
Potranno essere collocati in mobilità meno di 30 lavoratori in prossimità della pensione. Per salvare tutti i posti a rischio i sindacati puntano a ottenere i contratti di solidarietà: lavorare meno, anche rinunciando a una parte dello stipendio, ma lavorare tutti. Il 28 è in programma il confronto sul piano ferie. Il primo faccia a faccia è andato male. “L’azienda vorrebbe posticipare di diversi giorni l’inizio della fermata estiva, arrivando probabilmente al 9 agosto”, dice Emilio Di Cola della Filctem-Cgil. “Non siamo d’accordo”.
Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com



