VASTO – Altro che risparmi. Nei servizi sociali del Comune di Vasto “lo sportello antiviolenza a favore di donne maltrattate, è stato destinato ad una società di San Salvo, quintuplicando l’importo, e quindi i costi, a differenza del vecchio Piano di zona che prevedeva una spesa pari a 10mila euro”. Andrea Bischia rilancia la polemica contro l’amministrazione comunale.
Secondo il consigliere comunale di Progetto per Vasto, “questo ha portato ad un taglio di spesa nei confronti del progetto voucher sempre per la categoria di donne svantaggiate notevole, che hanno visto ridotte da 30 a 20 unità il personale,con tutti i disagi che ne comporta.
Sarebbe importante capire le motivazioni di questa scelta scellerata e dispendiosa, che ha creato disagi socio-economici a molte donne rimaste fuori dal progetto voucher, a favore invece di personale adibito allo sportello anti-violenza, e mi chiedo perché questa impennata di costi?”.
Bischia controreplica al vice sindaco, Antonio Spadaccini: “L’assessore, che evidentemente parla senza rendersi conto di quanto enuncia, per il semplice fatto che il sottoscritto l’unico chiodo fisso che ha è quello di tutelare l’organizzazione e quindi scongiurare la chiusura della Istituzione dei servizi sociali, mentre di contro il chiodo fisso di questa amministrazione e quindi dell’assessore Spadaccini è di chiudere l’Istituzione, in modo tale che i fondi possano più o meno essere gestiti e quindi destinati ai vari servizi a seconda di una volontà più politica che di natura sociale.
Da ex presidente dei servizi sociali – afferma l’esponente di PpV – so benissimo che il 70% dei fondi destinati alla struttura sono di provenienza comunale, appunto e dico appunto viene da pensare che chiudendo la struttura, l’amministrazione potrà utilizzare detti fondi per altri scopi e decidere più per convenienza che per esigenze sociali”.
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