martedì 10 Febbraio 2026
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Società sportive nei guai: frode fiscale nelle sponsorizzazioni

PESARO. Caos nel mondo del calcio. Non bastava il calcio scommesse, che ha investito in pieno anche l’Abruzzo, e tiene banco ancora nel nostro Paese, i problemi per le società ora sono anche altri. Da mesi la Guardia di Finanza ha puntato gli occhi sui club e movimenti fiscali, sponsorizzazioni, stipula contratti, versamenti e pagamenti Iva e Irpef. Nel mirino è finita per prima una società di Pesaro ma l’indagine assicurano proseguirà e saranno allargate per cercare di smantellare quanto di sporco c’è sotto questo punto di vista nel calcio moderno. Le Fiamme Gialle di Pesaro hanno scoperto una frode fiscale da 5 milioni di euro nel settore delle sponsorizzazioni calcistiche. Alla Figc venivano comunicati contratti fiscali fasulli, sottoscritti con la compiacenza dei giocatori, per evitare le tasse. Quattro persone denunciate per vari reati tributari. Al centro del raggiro una società di calcio del Pesarese e numerosi imprenditori locali e di Emilia-Romagna, Basilicata, Toscana, Umbria. Quattro le persone denunciate per vari reati tributari. 
L’inchiesta proseguiva già da un anno e il coordinamento della procura di Pesaro ha portato alla luce bilanci gonfiati dall’associazione sportiva pesarese con sponsorizzazioni sovrafatturate. La società emetteva fattura raddoppiate se non triplicate rispetto all’importo effettivamente pagato dallo sponsor, successivamente una parte dei proventi concordati, pagati con bonifici e assegni veniva restituita in contanti e “in nero” agli stessi sponsor. In tal modo la società non solo non versava l’Iva ma emetteva anche fatture per servizi inesistenti e si riuscivano così a dedurre dal reddito di tali imprenditori costi e spese mai sostenuti, creando anche fondi neri per operazioni extracontabili.  I compensi dei giocatori, anche professionisti nella massima serie italiana, venivano comunicati alla FIGC come un accordo economico fittizio pari a 7.500 euro (non tassabili), mentre fra le parti c’era una scrittura privata reale per un importo molto più alto. Così facendo si evadeva l’Irpef per un totale pari a circa 500.000 euro.   I reati che vengono ipotizzati sono dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, emissione di fatture e altri documenti inesistenti, 5 milioni di reddito non dichiarati, un milione di Iva evasa e mancato versamento Irap per circa 200mila euro. Diverse le carte e documentazioni contabili ed extracontabili acquisite dalla Guardia di Finanza durante le perquisizioni al domicilio o nei luoghi di lavoro dei vari professionisti e imprenditori coinvolti. Le Fiamme Gialle stanno lavorando su questo. Denunciati risultano al momento i quattro presidenti che nel corso degli anni hanno diretto la società sportiva di Pesaro.       Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)