VASTO – Stefano De Libertis, giovane cantautore vastese, sabato scorso, durante il presidio dei lavoratori della Golden Lady, ha eseguito per la prima volta una canzone intitolata Lady, dedicata proprio ai lavoratori in difficoltà.
Da dove nasce questa canzone?
Ho avuto lo spunto per scriverla perché vivo questa situazione familiare, perché mia madre lavora, direi lavorava, ormai, alla Golden Lady. Ho scritto questo brano ispirandomi a tutte le lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento Golden Lady di Gissi, prendendolo come punto di riferimento, ma estendendone il senso a tutta la realtà che ci circonda, ad una situazione di crisi che tocca i lavoratori di tante altre aziende del nostro territorio.
Un cantautore che scrive un brano non ha la pretesa di risolvere i problemi del lavoro. Che tipo di contributo senti che la tua canzone possa dare a questa situazione?
Penso che questa canzone possa essere una sorta di sostegno morale, perché, ascoltandola, si chiude lasciando uno spiraglio di speranza, quel messaggio “prima o poi si sistemeranno le cose”, a cui bisogna aggrapparsi con forza. Per questo ho scelto anche una musica limpida, fresca, cercando di unire il piangere e sorridere nello stesso momento.
E’ una caratteristica delle tue canzoni quelle di raccontare un vissuto personale, spesso molto profondo. E’ quella la chiave che ti permette di comunicare qualcosa a chi ti ascolta?
Guarda, qualcuno mi diceva che forse dovrei cambiare il modo di scrivere perché sono troppo sentimentale, dico troppo le cose che penso. Non faccio cose molto “commerciali”, quindi dovrei lavorare in modo più astratto senza scendere troppo nel profondo. Questo sempre secondo il parere di qualcuno. Ma io, nei miei testi, scrivo quello che penso, quello che sento. Anche nel comporre la musica, mi siedo al pianoforte e vengono fuori le mie cose.
In un periodo di crisi i settori della musica, dello spettacolo, magari sono quelli che vengono “tagliati” prima degli altri. Come vivi questo momento?
Ormai la crisi è per tutti i settori, e anche la musica ne risente. Prima c’erano molte più serate, sia nei locali che nelle piazze. I compensi si sono abbassati, però se ci diamo da fare qualcosa viene fuori. Non è facile, soprattutto per chi vuole fare della musica il proprio mestiere, però guardiamo sempre avanti.
Una realtà locale come quella vastese, o dell’Abruzzo in genere, quanto ti è di sostegno o quanto ti frena?
Questo territorio purtroppo non aiuta gli artisti, non c’è molto spazio per i giovani. Magari si preferiscono le cover band o le orchestre che vengono da chissà dove rispetto a chi ha una sua produzione originale. Nel proporsi anche per delle serate ci si “scontra” con realtà di fuori regione che si spostano a prezzi davvero bassi, che viene da chiedersi come fanno. Questo finisce per penalizzare, poi, quelli che sono i talenti locali.
Nella tua vita concili l’attività di cantautore, di insegnante, hai lo studio di registrazione. Come porti avanti questi diversi lavori che hanno poi un unico filo conduttore?
Io faccio tutte queste cose per un semplice motivo: perché attualmente vivere solo di musica, facendo l’artista, sarebbe impossibile. Ho quindi creato il mio studio di registrazione, dove registro per me e per altri, insegno, dal canto, alla fisarmonica, all’organetto. Poi c’è l’attività live, che spazia in diverse situazioni, dal locale alle piazze. Bisogna lavorare tantissimo, ma lo faccio davvero con grande passione.
Si avvicina l’estate, la stagione dei concerti. Che spettacolo stai preparando?
L’anno scorso avevo molti elementi ad accompagnarmi nelle serate live. Quest’anno abbiamo scelto una formazione più ristretta, con una band orientata al pop-rock. Anche la scelta dei brani, sia le cover che quelli miei, alcuni dei quali stanno prendendo forma in questi giorni, hanno sonorità più rock, diciamo americane. Stiamo fissando già qualche appuntamento, tra cui credo quello del 2 giugno a Vasto Marina, ma è questo il mese in cui si definisce tutto.
Chiudendo con Lady. Visto il tema che tratta, c’è l’idea di farne qualcosa che vada oltre la
semplice presentazione?
Per ora l’abbiamo presentata davanti ai lavoratori, ed è disponibile su youtube. Il messaggio è stato lanciato e ci sono stati diversi contatti per poterne fare dei progetti importanti. Ne riparleremo quando avremo concretizzato qualcosa, ma credo proprio che avrà un suo seguito. Non mi aspettavo di trovare tutto questo interesse, perché l’ho scritta di getto, tutta in una notte, come mi capita spesso. Ma sembra sia piaciuta molto e abbia colpito il cuore di chi l’ha ascoltata fino ad oggi.
Giuseppe Ritucci



