VASTO – Ormai mancano poche ore. Domani chiuderà i battenti, dopo oltre due decenni di attività, il reparto di geriatria dell’ospedale di Gissi. E’ il primo effetto concreto dei tagli al numero dei posti letto imposti dalla Regione Abruzzo nell’ambito del piano di riordino della sanità regionale, oberata di debiti.
Sconforto e rassegnazione stamani tra gli addetti della struttura sanitaria dell’entroterra vastese: “Dopo anni di lavoro, ci sentiamo sfrattati da un ospedale che abbiamo contribuito a rendere utile per tanti cittadini”.
“Questo è un piano di disordine”, aveva commentato Nicola Marisi, sindaco di Gissi, durante la manifestazione di protesta di luglio davanti all’ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto, dove verranno eliminati 70 posti letto di lungodegenza. “Se l’unico criterio è il risparmio – ha detto provocatoriamente – allora si può chiudere l’ospedale di Chieti, che costa 65 milioni di euro l’anno. Invece bisogna garantire servizi ai cittadini. Hanno calcolato che in 50 minuti dall’entroterra si arriva all’ospedale di Vasto, ma non hanno fatto i conti con le strade disastrate e col fatto che, se a qualcuno viene un infarto a Schiavi D’Abruzzo, l’ambulanza ci mette 50 minuti ad andare e 50 a tornare a Vasto. Che fine ha fatto il potenziamento del 118? Ci hanno tolto il reparto di geriatria, togliendolo a tutto il Vastese. Risparmieranno sì e no i soldi che servono per comprare la pastina. E poi mi chiedo a cosa serva promettere la costruzione del nuovo ospedale, se i posti letto diminuiscono. La verità è che il nuovo ospedale non si farà mai”.
La Asl. La direzione dell’azienda sanitaria provinciale getta acqua sul fuoco delle proteste: “I servizi di diagnostica – sottolinea un comunicato di Francesco Zavattaro, manager della Asl – restano tali, dalla radiologia al laboratorio, così come gli ambulatori specialistici di chirurgia, riabilitazione, medicina interna erogano prestazioni come ecodoppler, elettrocardiogramma, holter, endoscopie, solo per citarne alcuni. Senza trascurare che 24 ore su 24 sono presenti un’équipe del 118 oltre a un medico e un infermiere nel Punto di primo intervento”.
“I cittadini – è scritto in una nota della Asl – potranno sapere quali prestazioni sono erogate a Casoli e Gissi chiamando il numero 800-537081 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 20, e il sabato dalle 9 alle 12; al punto di accoglienza, invece, ubicati all’ingresso dei Presidi, gli operatori sono a disposizione per dare informazioni tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 8 alle 13”.
Il personale. Con la riconversione dell’ospedale di Gissi, che sindaci, cittadini e molti addetti ai lavori chiamano semplicemente “chiusura”, medici e infermieri verranno trasferiti. Fino al 5 settembre potranno chiedere di essere assegnati ai presìdi ospedalieri di Vasto, Lanciano e Atessa. Ma sarà una destinazione provvisoria, in attesa del definitivo piano della mobilità, che ripartirà il personale tra i nosocomi del territorio.
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