ATESSA. È stato presentato presso la Valagro l’Addendumall’Accordo 2016-2019 tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo “Progettare il futuro”, dedicato alla competitività e alla trasformazione delle imprese per cogliere le opportunità offertedalla ‘quarta rivoluzione industriale’. L’Addendum “Promuovere una nuova cultura di impresa per una crescita sostenibile” valorizza gli aspetti già previsti dall’Accordo in vigore e, dando ulteriore impulso alla collaborazione, promuove una nuova cultura di impresa intesa come capacità degli imprenditori di attivarsi per utilizzare le soluzioni e gli strumenti disponibili per il rafforzamento aziendale.
La partnership, che mette a disposizione un plafond nazionale di 90 miliardi di euro nell’arco dei treanni, dei quali 1,6 miliardi destinati alle imprese abruzzesi, viene presentata all’interno dei luoghi deputati ad accogliere e far proprie le finalità dell’accordo: le imprese.
Dopo l’introduzione ai lavori da parte di Giuseppe Argirò ed Enrico Perticone, rispettivamente presidenti del Comitato Piccola Industria di Confindustria Abruzzo e Confindustria Chieti Pescara,Giovanni Foresti della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo ha illustrato lo scenario economico. La presentazione dell’accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria èstata affidata a Tito Nocentini, direttore regionale Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo. Gianluigi Viscardi, vicepresidente Piccola Industria Confindustria perl’Innovazione, ha poi parlato di “Innovazione e capitale umano: il valore degli intangibili”.
La successiva tavola rotonda, sul tema “Il supporto al rafforzamento del sistema produttivo” ha visto gli interventi di Giuseppe Natale, CEO Valagro, Gennaro Zecca, amministratore unico Odoardo Zecca, Giorgia Lancia, responsabile area vendita I.C.O. Industria Cartone Ondulato eStefania Bergamaschi, Direttore Commerciale Imprese Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo. A moderare i lavori il giornalista RAI Nino Germano.
Per l’industria italiana – composta soprattutto da PMI – diventa sempre più strategico rafforzarsi e adottare nuovi modelli di business. Per questo è determinante puntare con decisione sulla sostenibilità– economica, sociale ed ambientale – favorendo l’adozione di processi di sviluppo qualitativo che rendano le imprese capaci di adattarsi ai cambiamenti e di saperli governare.
Gianluigi Viscardi, vicepresidente Piccola Industria Confindustria per l’Innovazione: “Innovazione eformazione sono due pilastri su cui puntare per rilanciare la competitività delle pmi. Due elementi legati a doppio filo e indispensabili l’uno all’altra. La rivoluzione 4.0 ha reso l’innovazione tecnologica e digitale uno degli ingredienti principali del nuovo modo di fare impresa, ma senza un capitale umano all’altezza di questa svolta culturale ogni sforzo per la crescita risulta vano. La forza delle nostre aziende è data dalle risorse umane. Per questo occorre investire nella formazione continua dei collaboratori, perché possano essere al passo con la rapidissima evoluzione dei modi di produrre e anticipare i bisogni del consumatore. Proprio per questo l’accordo con Intesa Sanpaolo, che abbiamo presentato oggi, è partito dall’innovazione per poi evolversi verso lacultura d’impresa, la sostenibilità e la formazione. L’obiettivo è quello di rafforzare l’asse banca– impresa per rispondere con successo alle nuove sfide della concorrenza globale”.
Giuseppe Argirò, presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Abruzzo: “Voglio sottolineare alcuni degli aspetti più rilevanti contenuti nell’accordo, che rispondono a queste carenze:capitalizzazione, da sempre uno dei punti deboli del sistema imprenditoriale, non soltanto per lepiccole aziende. L’accordo intende promuovere opportunamente le giuste iniziative perprogrammare la crescita bilanciando i livelli di debito a favore del capitale di rischio per il rafforzamento del sistema produttivo, stimolando l’incontro tra imprese e nuovi soci e sostenendonuovi processi aggregativi. Capitale umano: la crescita del nostro paese e il suo sviluppo sono fortemente condizionati dalla formazione, intesa come strutturato programma di interventi perl’individuazione delle strategie per l’azienda e per lo sviluppo del business attraverso una vera e propria trasformazione culturale e l’apertura verso nuovi mercati che deve essere effettuatapensando in digitale. Contiamo di poter sviluppare, in accordo con l’Istituto, azioni di formazione, anche con partner esterni. Innovazione: importante e stimolante l’opportunità di collaborazione con il nostro Digital Innovation Hub e con tutto il sistema di promozione dell’innovazione.Aggregazioni: Altrettanto importante l’attenzione alle aggregazioni, reti e filiere, cui auspichiamodi poter riconoscere un rating migliorativo dovuto alle politiche di rete e di condivisione di programmi aziendali”.
Tito Nocentini, direttore regionale Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise Intesa Sanpaolo:“Quella tra Intesa Sanpaolo e Confindustria è una partnership ormai consolidata, fondamentale peril sistema Paese e le economie locali. L’Addendum all’accordo che presentiamo oggi si pone l’obiettivo di aiutare le aziende a migliorare la loro capitalizzazione ed a proseguire il cammino verso la quarta rivoluzione industriale. Il nostro Gruppo, che non a caso segue e analizza le dinamiche economiche macro e territoriali attraverso il lavoro puntuale della propria Direzione Studi e Ricerche, si pone la priorità di comprendere le esigenze delle attività produttive perrispondervi al meglio. E’ con questa mission che Intesa Sanpaolo ha scelto di agevolare le impreseche investono semplificandone l’accesso al credito: nella determinazione del rating valorizziamo gliaspetti qualitativi come l’investimento in capitale umano e l’innovazione, l’appartenenza alle filiere ela sostenibilità. In Abruzzo, ad esempio, ad oggi hanno aderito al nostro Programma Filiere, che consente appunto alle piccole imprese di ottenere un migliore e più conveniente accesso al credito, 11 aziende capofila con oltre 1.700 dipendenti, 450 imprese fornitrici e un giro d’affari complessivo di 2,1 miliardi di euro”.
L’impegno di Intesa Sanpaolo per lo sviluppo delle PMI italiane è testimoniata anche dalla recente creazione della Direzione Sales & Marketing dedicata unicamente alle imprese. La nuova struttura contribuisce ad arricchire le iniziative previste dall’addendum tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo, focalizzato alla valorizzazione del capitale delle imprese attraverso:
1) Ecosistemi di imprese e integrazione di business
Mettere a disposizione un insieme di soluzioni che permettano alle imprese di migliorare i processi produttivi ricorrendo a nuove tecnologie e a nuove metodologie, tra cui i percorsi “Lean 4.0” che
abilitano le imprese alle tecnologie digitali. Le filiere possono rappresentare a tal fine un veicolo strategico per facilitare la trasmissione di informazioni, tecnologie, competenze e propensione al cambiamento tra le imprese che ne fanno parte.
2) Finanza per la crescita e nuova imprenditorialità
Finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese. Vengono quindi identificati fattori qualitativi legati al credito, come capacità innovativa, formazione e strategicità della catena fornitore-champion.
3) Formazione
Gli imprenditori e i loro collaboratori potranno accedere ad un insieme di iniziative informative eformative tra cui “Skills4Capital”, una linea dedicata a far comprendere le strategie e le soluzioni più adatte per l’apertura del capitale al mercato, il miglioramento della governance, della comunicazione e la valorizzazione dei talenti e delle competenze aziendali.
4) Passaggio generazionale
Previste iniziative ad hoc per accompagnare le imprese in questo cambiamento diffondendo best practice, nuove tecniche di gestione aziendale e soluzioni idonee a cogliere le opportunità legate al cambiamento.
5) Sostenibilità
Garantire una crescita sostenibile e duratura valorizzando strategie e investimenti in innovazione, digitalizzazione, progetti di integrazione, in aggiunta alle opportunità del Piano nazionale Impresa 4.0. La sostenibilità ambientale sarà promossa attraverso attività nell’ambito dell’economia circolare edella cultura della resilienza, intesa come strategia di prevenzione dei rischi ambientali e di messa in sicurezza delle strutture industriali anche attraverso soluzioni finanziarie e assicurative ad hoc. Incentivati inoltre i benefici del welfare aziendale per le imprese, con effetti in termini di produttività, di benessere e qualità della vita dei collaboratori. Intesa Sanpaolo ha creato la piattaforma WelfareHub e intende “dare valore” creditizio ad un nuovo modo di fare impresa responsabile e sostenibile.
L’ECONOMIA DELL’ABRUZZO
In Abruzzo il ruolo dell’industria è fondamentale, con una incidenza sul PIL pari al 27%, superiore al 24% dell’Italia e quasi dieci punti in più rispetto al Mezzogiorno. L’industria locale mantiene una buona proiezione internazionale. L’incidenza delle esportazioni sul PIL locale è pari al 28,8%, in linea con la media italiana, ma quindici punti percentuali superiore rispetto ai livelli raggiunti nell’Italia meridionale. Il ricorso alle importazioni è inoltre limitato, tanto che il saldo commerciale ha raggiunto i 4,3 miliardi di euro, il 9% del totale nazionale. Per una regione che pesa come popolazione e occupazione il 2,2% del totale nazionale, è un risultato di rilievo.
L’industria abruzzese ha attraversato una fase di profonda trasformazione, evidente dalle difficoltà incontrate da alcuni settori di storica specializzazione e dall’affermazione internazionale di altri. Spicca, in particolare, l’automotive primo settore regionale per export, che nel 2017 ha superato i quattro miliardi di euro, 1,1 miliardi di euro in più rispetto ai livelli del 2008 (+37%). Sempre più rilevante il settore delle bevande, dove il vino la fa da padrone, mostrando un raddoppio delle vendite estere negli ultimi dieci anni. Sempre più rilevante anche il settore alimentare: spiccano la pasta e i prodotti da forno che hanno mostrato un incremento di 78 milioni di euro tra il 2008 e il 2017, pari al +31%. Ottima la performance della meccanica, che nel 2017 ha generato vendite estere per 817 milioni di euro superando i livelli pre-crisi dell’8%. Particolarmente brillanti anche le esportazioni dell’elettrotecnica (+38 milioni tra il 2008 e il 2017; +25%) e della gomma e della plastica (+36 milioni; +11%). Inoltre, si stanno sviluppando nuovi settori come ad esempio il biomedicale che èsalito a 64 milioni di euro nel 2017, con un balzo del 50% rispetto al 2008. L’export della regione haproseguito il suo percorso di crescita nel 2018, mostrando un progresso tendenziale del 3,6% nei
primi nove mesi dell’anno (vs + 3,1% Italia), grazie al traino dell’automotive e al contributo positivodi moda, agro-alimentare e chimica.
Il contesto internazionale, pur continuando ad offrire spazi di crescita per le imprese abruzzesi, mostra segnali di rallentamento e alcuni rischi: una escalation delle tensioni commerciali è sempre possibile, anche se il livello attuale dei dazi rimane storicamente molto basso; vi è poi la possibilità che le difficoltà di alcuni paesi come l’Argentina, la Turchia e il Venezuela si estendano ad altri paesi, anchese per il momento appare remota; vi è infine un calendario istituzionale molto impegnativo perl’Europa, principale mercato di sbocco dei prodotti abruzzesi (l’81% dei flussi di export sono diretti nel continente), con le elezioni per il Parlamento a maggio e la successione di Draghi a novembre.
Sarà comunque necessario continuare ad investire, non soltanto in macchinari ma anche in investimenti immateriali, come la R&S, il software, i marchi e in una categoria particolare di investimento che è il capitale umano, spingendo sulla formazione e sul ricambio generazionale. Leimprese che hanno saputo aprire l’amministrazione aziendale ai giovani hanno avuto ritornisignificativi in termini di crescita e redditività. Per accelerare sul fronte dell’innovazione è importante inoltre l’interazione con le start-up innovative, che hanno una buona presenza sul territorio abruzzese: sono 216 circa, 8,4 ogni 1.000 società di capitale, in linea con la media nazionale.
Un contributo importante alla crescita della regione potrà venire anche dall’ulteriore sviluppo delleimprese champion per crescita e redditività: nel manifatturiero della regione se ne contano 101 e sono particolarmente diffuse tra le aziende di medie dimensioni e nella metalmeccanica. Si tratta di un nucleo di soggetti vincenti che punta su un insieme di strategie evolute in termini di innovazione e internazionalizzazione e che valorizza competenze e talenti.



