venerdì 6 Febbraio 2026
Cerca

Mancato rinnovo contrattuale da 12 anni per i lavoratori della sanità privata convenzionata

VASTO. “Lavoro da circa 20 anni nella sanità privata convenzionata e ho visto nel tempo, diventare sempre più normali situazioni prima inaccettabili. Sto parlando in particolare della sfacciata prevaricazione delle nostre condizioni contrattuali; non si tratta, come potrebbe sembrare, di un problema formale, di burocrazia, numeri e percentuali, ma di un problema sostanziale con ricadute sulle nostre vite da lavoratori. In passato un ritardo di due anni nel rinnovo avrebbe provocato uno “SCIOPERO GENERALE”. Ma un ritardo di 12 anni di mancato rinnovo economico è inaccettabile e vergognoso.

Oggi aspettiamo il rinnovo economico del contratto da 12 anni, DODICI ANNI, e pare normale una situazione a cui non dobbiamo rassegnarci. Il gioco è sporco e già lo conosciamo perché ritardo significa arretrati che rischiano di non esserci pagati. Non dobbiamo mollare perché non vogliamo che gli arretrati ci vengano liquidati con una ridicola una tantum all’atto del rinnovo. Dobbiamo lottare, per tenere uniti i sindacati e il giorno che arriverà la firma del contratto dobbiamo vigilare che non ci sia venduto come una regalo di ARIS AIOP ma come una conquista sindacale e come un diritto che ci è stato a lungo sottratto.

Sono ormai una decina di migliaia di euro che sono stati negati ad ognuno di noi e che ci spettavano. Siamo arrabbiati, perché non si tratta di numeri, ma di qualità di vita che ci viene truffata. Noi, che già facciamo lo stesso identico lavoro dei nostri omologhi nel pubblico riceviamo una misera retribuzione.

Noi lavoratori della sanità privata abbiamo visto aumentare tutto in questi ultimi 12 anni, l’unica cosa che è diminuita è il nostro stipendio. Noi che abbiamo rinunciato ad un viaggio o ad una vacanza con la famiglia perché non ci stavamo dentro, o che abbiamo trascurato salute o cure dentali personali per riuscire a far studiare i nostri figli, ci chiediamo come possono le associazioni ARIS AIOP vantarsi in sede di contrattazione di avere “collaboratori” e non “dipendenti”. Se siamo collaboratori come voi dite allora RICONSCETECI I NOSTRI DIRITTI e I NOSTRI ARRETRATI CONTRATTUALI.

Come sindacato dobbiamo andare oltre lo sciopero nella sanità privata, visto che la legge sullo sciopero regola e garantisce i minimi di servizio.

Dunque uno sciopero non provocherebbe alcun danno o irritazione nelle strutture sanitarie private convenzionate ARIS AIOP, anzi, farebbe solo risparmiare la giornata di retribuzione al datore di lavoro per qualche operatore che vi partecipa.

Basta, non ne possiamo più, sono anni, anni e anni che non riceviamo gli aumenti contrattuali e sono anni che gli imprenditori accampano scuse, si sottraggono al confronto e non vogliono parlare di contratto unico. Sono anni che aspettiamo gli arretrati e che ci rinnovino il contratto di lavoro.

Ci ho pensato a lungo e credo, come delegato sindacale di posto di lavoro di una struttura sanitaria privata convenzionata, che bisognerebbe compiere due azioni per tentare di far cambiare idea agli imprenditori di ARIS e AIOP:

Raccontare alla stampa e volantinare nelle piazze per far conoscere la nostra situazione, ovvero che non riceviamo gli aumenti contrattuali da 12 anni. Dobbiamo raccontare in televisione e sul web, la politica contrattuale portata avanti da ARIS e AIOP, dobbiamo far conoscere all’opinione pubblica che tantissimi lavoratori della sanità convenzionata hanno miseri stipendi, come dice il Segretario della CGIL “si è poveri anche lavorando”. Allora lettere come la mia, vogliono solo contribuire ad aprire un dibattito nella politica Abruzzese vuole contribuire alla discussione nelle assemblee dei posti lavoro in questi giorni nei luoghi di lavoro. Dobbiamo condividere sui social i comunicati e le posizioni dei sindacati, dobbiamo mettere in campo ogni mezzo che ci viene in mente e che sia democratica e incisiva per farci sentire e ascoltare da ARIS e AIOP;

Non dobbiamo rivendicare lo sciopero nazionale ma chiedere un’udienza straordinaria al Presidente Mattarella e in Vaticano e spiegare loro le nostre richieste.

Queste sono le due proposte che come delegato sindacale di un posto di lavoro della sanità privata, mi sento di proporre al dibattito che in questi giorni si sta facendo in tutti i luoghi di lavoro delle strutture private nella nostra regione Abruzzo e nel nostro paese: raccontare alla gente e far conoscere ovunque la nostra situazione come lavoratori della sanità, infermieri, terapisti, logopedisti, assistenti sociali, fisioterapisti, amministrativi, operai, educatori, socio sanitari, osa, medici, eccetera, che da dodici anni non ricevono da ARIS (associazione religiosa istituti socio sanitari) e AIOP (associazione italiana ospedalità privata), un centesimo di aumento contrattuale.

Care compagne e cari compagni, continuiamo la nostra lotta fino a che otterremo un equo contratto “UNICO DELLA SANITÁ PRIVATA” ed un onesto riconoscimento delle spettanze arretrate. Funzionerà?

Non lo so, ma la si potrà fare solo se contagiosa e magari arricchita da altre idee. Chi ci sta?

Potremo capirne la potenzialità già dalla Partecipazione al presidio dei lavoratori e delle lavoratrici, organizzato da dalle OOSS. CGIL CISL UIL FP sanità regione Abruzzo, che si svolgerà il 12 Aprile, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 in piazza Alessandrini a Pescara. Diffondiamo la notizia e parliamone.”

Daniele Leone