VASTO. “La lettera di Marie Helene Benedetti (Leggi) interpella la politica, tutta la politica, chi se ne occupa e chi finge di occuparsene. È un severo richiamo a chinarsi sul dolore dell’altro e a ricordarci che la politica non è un continuo candidarsi per occupare un posto al sole, ma duro lavoro quotidiano per dare risposte urgenti alla comunità.
Io assicuro una pronta interrogazione sul tema, poiché davanti a queste domande non si può scappare come davanti a una qualsiasi domanda sul Teatro Rossetti. Conosco l’impegno dell’assessore Marchesani, ma il Comune di Vasto non può non dare risposte, non può consentire che al dolore si sommi l’inefficienza della macchina burocratica. Ripetiamo ogni giorno, in ogni sede, che la politica è perseguimento del bene comune o non è. Allora procediamo e risolviamo. Non domani o dopodomani. Ora. Immediatamente. E smettiamola di accampare scuse sui fondi. Quanti soldi vengono sprecati per mantenere scatole vuote e remunerare le tasche dei soliti noti? È tempo di bilancio, a fine mese dovrebbe essere approvato. Mettiamo i soldi dove servono, eliminiamo gli sprechi, assistiamo chi ha bisogno. Queste lettere, nel 2019, rappresentano la sconfitta di tutti noi, sono un segno evidente di una incapacità di ascolto, di farsi carico del dolore. Che riguarda sempre gli altri e non noi stessi. Almeno così pensiamo. Con la nostra onnipotenza di cartone.”
IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE:
Interrogazione sulle terapie per i bambini affetti da autismo
Il sottoscritto Davide D’Alessandro, Consigliere di Vasto2016;
Appreso da organi di stampa che la signora Marie Hélène Benedetti, madre di un bambino autistico di due anni e mezzo, da ben diciotto mesi è costretta ad accompagnare il piccolo a Pescara per fare le terapie, quattro volte a settimana, a proprie spese;
Considerato che si è rivolta al Sindaco, Francesco Menna, all’assessora ai Servizi sociali, Lina Marchesani, e che racconta di aver telefonato all’ex assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, senza alcuna fortuna, senza aver ottenuto una risposta adeguata, una soluzione efficace e immediata al suo grave problema;
Preso atto che anche un giudice, stando alle dichiarazioni della signora, ha detto chiaramente che questa non è la vita che può fare un bambino autistico, che non vanno bene le terapie a lunga distanza, ma che i bambini autistici devono avere le loro terapie in zona;
Evidenziato che la signora lamenta notevoli difficoltà economiche e che si è sentita rispondere dal Comune che fondi non ve ne sono; che non è grazie al Comune, ma grazie alle maestre, se suo figlio è riuscito a integrarsi e a frequentare l’asilo;
CHIEDE AL SIGNOR SINDACO
Che cosa ha fatto finora e che cosa intende fare l’Amministrazione per affrontare e risolvere un caso così angosciante e mortificante per le persone interessate e per tutta la nostra comunità;
Quali e quanti fondi intende mettere a disposizione per offrire un servizio adeguato a quanto richiesto da persone in così gravi difficoltà;
Se non ritiene che i fondi, spesso mal utilizzati e mal indirizzati, possano invece essere maggiormente dirottati nel settore del sociale, sempre più al centro del dibattito politico per le numerose e crescenti richieste d’aiuto;
Quali impegni intende assumere perché l’Amministrazione non si faccia sorprendere ancora impreparata e riesca a gestire e a guidare fenomeni così complessi.



