TERMOLI. Molise e Basilicata ‘scambiati’: la gaffe geografica de Il Corriere della Sera
‘Il Molise non esiste’ è, da sempre, uno slogan che ha apportato alla Regione una visibilità tale da aver ribaltato il tormentone a tal punto da divenire il lembo di terra italico più famoso. Noto perfino in America, ma meno in Italia dove, dopo le prese in giro goliardiche, viene spesso confuso con altre regioni del sud, soprattutto quando si parla di città: l’ultimo ‘scivolone’ geografico è stato commesso dal noto quotidiano italiano ‘Il Corriere della Sera’ che, nell’edizione odierna del 18 aprile, scambia il Molise per la Basilicata.
L’articolo, apparso a pagina 3, parla dell’emergenza sanitaria dettata dal Covid-19 e dalle strategie governative messe in atto, fino ad oggi, per arginare la pandemia e della spaccatura avvenuta fra il nord ed il Sud dell’Italia dove il virus ha colpito in maniera nettamente differente, ‘risparmiando’ il Meridione. Il pezzo analizza anche le zone rosse, ovvero le aree considerate ad alto rischio contagio i cui confini vengono blindati.
Ed è qui che avviene la gaffe geografica. Nell’immagine allegata vengono prese in considerazione sette delle regioni meridionali in cui è stata attivata la zona rossa, con tanto di nomi delle città coinvolte dal decreto di chiusura: Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Fin qui nulla di strano. Peccato, però, che ad un occhio più attento non sfugga l’errore commesso: Cercemaggiore, Montenero di Bisaccia, Pozzilli, Riccia e Venafro, appartenenti al comprensorio molisano, finiscono dritte in Basilicata che, dal canto suo, cede alla cugina molisana Grassano, Irsina, Moliterno e Tricarico.
Due regioni del sud, è vero, ma che non hanno nulla in comune, nemmeno i confini. Non è la prima volta che l’esimio quotidiano a tiratura nazionale commette errori del genere, anche se in questo caso potrebbe trattarsi semplicemente di una svista grafica facilmente risolvibile.



