giovedì 22 Gennaio 2026
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“Risate serie” all’Arena con Elio e la “folle interpretazione” nell’omaggio a Jannacci

VASTO. “Grazie amici di Vasto!”.

Lo ha gridato Elio dal palco dell’Arena Ennio Morricone, ospite della kermesse culturale targata “Do it Yourself”, organizzata col patrocinio del Comune di Vasto.

In scena nel weekend, lo spettacolo “Ci vuole orecchio” non è stato solo un concerto, ma una vera e propria operazione teatrale su Enzo Jannacci.

“La prima volta che suono con una band che non è Elio e le Storie Tese”, ha spiegato lo stesso artista nel corso di un’intervista.

Tra i capiscuola della cultura musicale e cabarettistica milanese, Jannacci ha avuto un ruolo di primo piano nel cantautorato italiano ed Elio ha magistralmente rappresentato il binomio del “parlato folle” e della “canzone folle” che più contraddistingue entrambi.

Il dramma comico e surreale di Jannacci è uscito letteralmente fuori dall’interpretazione di Elio, accompagnato da Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono e Giulio Tullio al trombone.

E la coloratissima scenografia disegnata ad hoc da Giorgio Gallione ha fatto da cornice al quintetto degli stravaganti compagni di viaggio, dando vita ad “un’insolita e bizzarra carovana sonora”. Questa la promessa dello spettacolo che da Francesco Piccolo a Marco Presta, da Umberto Eco a Dario Fo, da Beppe Viola a Cesare Zavattini, da Gadda a Michele Serra, ha visto un alternarsi ritmico tra sferzate ironiche, taglienti e drammatiche con le canzoni più belle.

“A luna è una lampadina”, “L’Armando”, “El purtava i scarp del tennis”, “Parlare con i limoni”, “Quando il sipario calerà, per esempio”, questi solo alcuni dei pezzi che hanno strappato risate e riflessioni al pubblico assiepato in platea e sugli spalti. 

Una serata, dunque, giocosa e profonda insieme perché “chi non ride non è una persona seria”.