SAN SALVO. Anche la Fim-Cisl esprime preoccupazione per quanto sta accadendo alla Denso di San Salvo:
“Siamo alquanto preoccupati per gli ultimi avvenimenti che dal nostro punto di vista sono controproduttivi sia per l’azienda che per i lavoratori. Siamo arrivati in un momento particolarmente delicato per la gestione della vertenza Denso e crediamo che ogni fuga in avanti da parte della Direzione aziendale e di altre sigle sindacali possono compromettere l’obiettivo di rilanciare il sito produttivo di San Salvo con conseguenze che potrebbero essere catastrofiche in termini occupazionali.
Abbiamo più volte ribadito all’azienda che siamo nettamente contrari ad ogni operazione di outsourcing (es. logistica) qualunque sia l’azienda che dovrebbe subentrare perché ormai è scientificamente provato che non porta nessun giovamento all’azienda.
Grandi gruppi in passato hanno tentato operazioni simili (Fiat/Fca) per poi tornare indietro perché in termini economici e di gestione si è dimostrata un’operazione fallimentare. Anzi crediamo che in questo momento bisogna fare l’operazione opposta, cioè riportare il maggior numero di lavorazioni in Denso per limitare il ricorso alla cassa integrazione. Nella precedente crisi questa operazione si è dimostrata vincente e siamo sicuri che lo sarebbe anche nel contesto attuale.
Come Fim siamo nettamente contrari ad ogni operazione di demansionamento e francamente ci lascia perplessi il fatto che oggi una sigla sindacale sta mandando le lettere di diffida quando in sede di trattativa è stata proprio lei a lanciare all’azienda la proposta di cambio qualifica e demansionamento.
Da subito come Fim abbiamo detto che la strada del demansionamento non è percorribile.
I problemi della Denso di San Salvo sono ben altri, non vorremmo che la dirigenza attuale faccia lo stesso errore dei predecessori ovvero far ricadere sui lavoratori l’inadeguata gestione.
I lavoratori in 50 anni di storia dello stabilimento e 23 anni di gestione giapponese hanno sempre fatto il loro dovere pagando spesso errori di altri. Quegli altri che poi alla fine per andarsene hanno ricevuto anche una ingente “buonauscita” per i danni che hanno provocato alla casa madre, ai lavoratori e al territorio.
Francamente questo cambio di rotta nella gestione dello stabilimento non lo stiamo vedendo ancora. Alla fine si fa pagare sempre il conto solo ed esclusivamente ai lavoratori.
L’azienda onori gli accordi firmati facendo rientrare tutti i lavoratori dalla Cig senza speculazioni spicciole che non fanno altro che deturpare un clima aziendale già provato da anni di inadeguata gestione.
Siamo stati gli ultimi ad uscire con un comunicato perché noi crediamo ancora nell’unità di azione sindacale che in Denso negli anni nonostante le tante spaccature nazionali, nei momenti determinanti per la sopravvivenza dello stabilimento, ci hanno contraddistinto.
Pertanto avremmo voluto scrivere un comunicato unitario perché riteniamo l’unità sindacale indispensabile in questo momento delicato per la Denso. Considerato che tutti teniamo al futuro dello stabilimento e alla salvaguardia dell’occupazione, evitiamo tutti fughe in avanti e non facciamo prevalere gli interessi “di bottega” e populismi inutili per qualche tessera in più. Sarebbe il regalo più grande che possiamo fare all’azienda che approfitterebbe per andare avanti unilateralmente”.



