giovedì 11 Dicembre 2025
Cerca

Si aggravano le condizioni di Mattia Messina Denaro, avviato il processo senza il boss

ABRUZZO. Alla luce dell’aggravamento delle condizioni di Matteo Messina Denaro non è più in agenda, per sanitari e istituzioni che stanno gestendo la complessa vicenda, il tema del suo ritorno nel carcere di massima sicurezza dell’Aquila dove è stato rinchiuso in regime di 41 bis fino all’8 agosto.

È un momento molto delicato per lui che alterna momenti di lucidità in cui appare persino di buonumore e si alza dal letto a momenti di grande debolezza. Nei giorni scorsi, Messina Denaro sarebbe andato in coma per la reazione di farmaci somministrati per la terapia del dolore: si è ripreso dopo che sono state rimodulate dosi e medicine. 

A riprova della estrema precarietà della salute del 61enne ex superlatitante sottoposto alla terapia del dolore e alla alimentazione parentelare nella cella del reparto per detenuti dove è sorvegliato a vista da decine di agenti delle forze dell’ordine, c’è il fatto che alla preoccupazione dei medici si è aggiunta quella, forte, dei familiari che si informano giornalmente sulla situazione del loro congiunto.

Secondo quanto si è appreso, si sono trasferite all’Aquila e sono presenti fisicamente fuori dalla struttura sanitaria la nipote e legale Lorenza Guttadaurio e la figlia Lorenza riconosciuta recentemente. In particolare, la nipote è assidua nelle visite per stare al capezzale dello zio; il padrino non avrebbe voluto invece vedere la figlia, incontrata per la prima volta ad aprile nel carcere di massima sicurezza dell’Aquila, proprio per non farsi trovare con il fisico e, a volte anche la mente, provato duramente dalle conseguenze della malattia.

Messina Denaro è tenuto in cura sia dagli oncologici guidati dal primario del reparto, Luciano Mutti, sia dagli esperti della terapia del dolore del reparto di rianimazione coordinati dal primario, Franco Marinangeli, reparto nel quale Messina Denaro è stato ricoverato fino ad una decina di giorni fa in seguito all’intervento chirurgico per una occlusione intestinale.

È stato avviato, davanti al Tribunale di Marsala, il processo a Matteo Messina Denaro, assente, che è stato incardinato su due indagini della Dda di Palermo – “Annozero” sulle “famiglie” del Trapanese e “Hydi” su quelle dell’Agrigentino – nelle quali il boss di Cosa Nostra era rimasto coinvolto, ma la cui posizione era stata stralciata in fase di udienza preliminare quando era ancora latitante.

   Anche oggi, però, Messina Denaro era assente e ha fatto pervenire una “rinuncia a comparire” in udienza firmata dall’imputato.

Sulle sue condizioni di salute non è arrivata alcuna comunicazione.

 “Non sappiamo neppure se ha la febbre – ha detto la presidente del collegio giudicante – Non abbiamo altro oltre alla rinuncia, se non notizie giornalistiche”.

   Il difensore d’ufficio di Messina Denaro, l’avvocato Luca Bonanno del foro di Palermo, ha quindi chiesto un rinvio per accertarsi personalmente delle “reali condizioni di salute” del suo cliente. “Soprattutto sul piano psicologico – ha aggiunto il legale – e se è in grado di partecipare al processo”. L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 18 ottobre.

   All’ex latitante si contesta di avere impartito direttive, attraverso rapporti epistolari, costituendo il punto di riferimento mafioso decisionale in relazione alle attività e agli affari illeciti più importanti, gestiti da Cosa Nostra, in provincia di Trapani e in altre zone della Sicilia. A sostenere l’accusa è il pm della Dda Gianluca De Leo. Numerose le parti civili ammesse dal gup di Palermo al momento del rinvio a giudizio. (FONTE ANSA).