FURCI. Ancora acqua con il contagocce per gli abitanti delle contrade di Furci Morelle, Colle Alto, Casalforzato, Favari e San Pietro. E non basta nemmeno l’approvvigionamento dell’autobotte del IX Reggimento Alpini, giunta in aiuto per riempire il serbatoio della capacità di 120 metri cubi che le serve, a colmare quel gap accumulato dai primi di agosto. L’acqua corrente nelle zone di periferia non arriva da sabato scorso e “il serbatoio di Morelle verrà riaperto domani mattina, venerdì 30, dando la possibilità alla popolazione di alimentarsi per due giorni. Per riempirsi però necessita di 3 o quattro giorni impiegando così più tempo per approvvigionare le abitazioni più distanti. Ci stiamo attrezzando con la nostra autobotte a rifornire dove non arriva”, ha specificato il sindaco di Furci Fabio Di Vito.
Per farlo ne occorrerebbero almeno 14 dall’esercito. Diversa la situazione vissuta nel centro abitato dove da ieri sembra essere tornati un po’ alla normalità con grosso sollievo dei cittadini. Qui arriva per cinque ore, dalle 8 alle 13, ma tranne nelle zone più alte del paese dove il rifornimento idrico non riesce ad arrivare a sufficienza impegnando ancora la protezione civile comunale che continua a dare il proprio supporto passando casa per casa. C’è ancora qualche famiglia sprovvista che questa mattina verrà rifornita. Le risorse delle sorgenti sono ancora molto basse e vengono utilizzate esclusivamente per scopo sanitario e non per usi potabili.
A mettere un piede sull’acceleratore è stata probabilmente l’azione del sindaco Di Vito che giorni fa ha denunciato la drammatica carenza idrica in una missiva indirizzata al Prefetto Mario Della Cioppa e a tutti gli organi competenti (Leggi).
A singhiozzi sta invece arrivando in quelle di Cupello dove la situazione è critica da luglio.



