domenica 14 Dicembre 2025
Cerca

Crisi idrica non si arresta: “Erogazioni promesse per almeno 5 ore al giorno rimaste su carta”

ALTO E MEDIO VASTESE.Non si rispetta neanche il minimo di quanto deciso nella riunione con il Prefetto del 14 agosto scorso (Leggi). Il nostro serbatoio è quasi vuoto il che significa che non è stato ricaricato nella notte, manca la pressione per servire le zone alte del paese per non parlare delle contrade”.

Ancora critica si presenta la situazione vissuta fino a ieri a Furci sul fronte dell’emergenza idrica. È tornato a tuonarlo il sindaco di Furci Fabio Di Vito che denuncia la drammatica carenza di acqua in paese con una missiva indirizzata al prefetto della provincia di Chieti Mario Della Cioppa e ai presidenti della Regione Abruzzo e della provincia di Chieti, rispettivamente Marco Marsilio e Francesco Menna: “Nemmeno chi ha l’autoclave, e cioè circa il 95 per cento della popolazione, riesce a riempire i serbatoi. Le zone alte vengono rifornite dalla protezione civile comunale, mentre nelle contrade si possono aprire i rubinetti solo dopo tre/cinque giorni. Stessa situazione se non peggiore si registra nelle vicine Gissi e San Buono. Le erogazioni promesse per almeno cinque ore al giorno sono rimaste sulla carta. I cittadini sono furibondi e hanno ragione. Noi sindaci non possiamo diventare parafulmini delle inadempienze altrui. Chiedo un immediato intervento del Signor Prefetto che faccia rispettare gli impegni concordati nelle riunioni con lui“.

Stessa sorte ancora per il comune di Cupello dove cisterne e autobotti hanno rifornito all’occorrenza le abitazioni delle tre contrade dove si sono presentate le più gravi criticità, ovvero Rubuttini, Polercia e Montalfano. Circa dieci famiglie di quest’ultima zona della periferia hanno anche sporto denuncia contro la Sasi (la società che gestisce il servizio idrico di 87 comuni della provincia di Chieti) nella locale stazione dei carabinieri.

“In questi giorni l’erogazione è stata un po’ più continua. Gli aiuti arrivati ci hanno sostenuto, ma gli orari di erogazione dell’acqua che ci vengono trasmessi non sono rispettati e questa situazione accresce la condizione di disagio vissuta dalla popolazione”, sottolinea il primo cittadino Graziana Di Florio.

Il potenziamento delle risorse umane per i gestori sul territorio e la maggiore puntualità sulle comunicazioni fornite sull’erogazione dell’acqua e che le istituzioni devono girare ai cittadini. Queste le principali richieste sottoscritte con una delibera votata all’unanimità nel corso di un consiglio comunale straordinario a Cupello (Leggi) ma ancora disattese. 

Intanto sulla richiesta dello stato di emergenza al Governo Meloni da parte del presidente Marsilio, formalizzato il 16 agosto scorso, non si hanno ancora notizie.