VASTO. “Facendo un bilancio finale di questo ciclo di 3 anni insieme a Marta e Valentina, i dati sono i seguenti: siamo partiti da oltre la 900^ posizione nel World Ranking, dopo il primo anno eravamo già alla 25^, dopo il secondo tra le prime 15, ed infine alla data del 26 agosto 2024 siamo all’ 8^ posto nel World Ranking e all’11^ nell’ Entry Ranking.
Nel primo anno abbiamo disputato un paio di Future perché non avevamo punti per i Challenge e tanto meno per i Tornei Elite, poi con i buoni risultati ottenuti a fine stagione siamo anche entrati nel main draw degli Elite. Nel primo anno della qualifica olimpica(2023), abbiamo ottenuto un oro e un argento ai 2 Challenge ai quali abbiamo partecipato ed una media piazzamenti agli Elite equivalente al 5^/6^ posto e 2 semifinali come migliore risultato, cosa che ci ha consentito di entrare stabilmente nel main draw dei tornei Elite e soprattutto mettere in cassaforte la qualificazione alle Olimpiadi già a fine 2023.
In Questa ultima stagione abbiamo confermato il 5^ posto come risultato medio ed altre 2 semifinali come migliore risultato agli Elite. Alle Olimpiadi abbiamo ottenuto un nono posto, che sicuramente ci lascia un po’ di amaro in bocca, ma obiettivamente era difficile andare oltre il quinto posto, certo avevamo un sogno nel cassetto, ma non sempre i sogni di avverano. In compenso otteniamo una medaglia che non arrivava da 13 anni, l’argento all’ Europeo”.
Così Caterina De Marinis in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook.
“Ora – prosegue – alla luce di questi dati oggettivi, vorrei chiedere all’ “anagramma della malattia dei denti” come si fa a considerare fallimentare la situazione del beach volley femminile, ma soprattutto gli vorrei dire di non preoccuparsi del prossimo ciclo olimpico, c’è un gruppo di ragazze, guarda caso provenienti dal progetto Club Italia partito nel 2016, Orsi Toth(1999), Scampoli(2000), Bianchi(2001) e Gottardi(2002), con il quale lavorare ed avere concrete possibilità di portare addirittura 2 coppie a Los Angeles. Inoltre, dallo scorso anno sono partiti i processi selettivi nel giovanile con a capo il bravo Emanuele Sbravati, che hanno già portato i primi frutti un oro maschile e un quarto posto femminile negli ultimi europei Under 18. Vi lascio di seguito il post senza senso e tendenzioso, per usare un eufemismo e soprattutto senza obiettività!!!
Un grazie immenso a Marco Ceccacci, Diego Di Castro, Emanuela Vellecco, Giuseppe Vercelli, Carmine Valerio e ai validi sparring che ci hanno dato una mano negli allenamenti: Giovanni, Tommaso, Angelo, Joan, Gianmarco e Francesco”.
Di seguito il post dell’ “anagramma della malattia dei denti”:
”Nel momento di massimo tripudio per la pallavolo (sperando che il meglio debba ancora venire) mi dispiace davvero tanto dover constatare in questi stessi giorni il fallimento del Beach Volley femminile; e non mi riferisco solo al modesto torneo olimpico della coppia Menegatti – Gottardi, bensì alla situazione disastrosa dell’intero movimento a livello nazionale. Un fallimento francamente inspiegabile visto l’immenso potenziale umano a disposizione; ricordiamo che la Federazione italiana ha il maggior numero di tesserate di tutta Europa e che le squadre di Club e le Nazionale indoor (Juniores e Senior) sono tra le più forti al Mondo. Ma allora mi domando: come è possibile che in quasi due decenni di lavoro non si sia riusciti a produrre giocatrici in grado di competere per davvero a livello internazoionele, quando invece nazioni come la Svizzera, la Germania, ma anche l’Olanda, e numerosi paesi dell’Est Europa, sfornano coppie competitive a nastro??? Di fatto, tutto è ruotato sempre e solo attorno ad una giocatrice, cioè Marta Menegatti, alla quale si è cercato di affiancare inutilmente una socia, con situazione per altro gestite malissimo (vedi i casi Cicolari e Orsi Toth). E quando Marta a breve smetterà, verrà a mancare anche quel poco… Evidentemente la FIPAV considera il Beach Volley uno sport minore e non ha mai investito seriamente su di un piano di reclutamento serio, per invogliare atlete di livello e con doti fisiche importanti a lasciare l’indoor per intraprendere la via della sabbia cullando magari il sogno olimpico. Specchio di questa situazione è il livello poco più che amatoriale del Campionato Italiano, popolato in maggioranza da giocatrici tecnicamente brave ma fisicamente limitate; atlete encomiabili che portano avanti la loro passione con sforzi e sacrifici, ma tra le quali è difficile intravedere future olimpioniche. L’intero sistema andrebbe riformato (io qualche idea ce l’avrei), ma ovviamente servirebbe un maggior investimento economico alla base, cosa che al momento pare molto improbabile. Ora si riparte dalla sola Gottardi, giovane e promettente; ma onestamente non mi stupirei se a Los Angeles 2028 non ci fossero coppie italiane nel tabellone femminile”.



