mercoledì 11 Febbraio 2026
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Oggi a Firenze l’ultimo saluto allo scultore vastese Mario Pachioli

VASTO. L’ultimo saluto allo scultore vastese Mario Pachioli avrà luogo oggi alle 15 nell’Abbazia di San Miniato al Monte a Firenze. La notizia della sua morte, avvenuta sabato all’età di 75 anni, ha scosso la comunità vastese e tanti messaggi di cordoglio alla moglie Erika, alla figlia Grazia, alla suocera Gloria e ai fratelli si sono rincorsi sui social.

A ricordarlo l’amministrazione comunale (Leggi), ma anche le associazioni culturali tra cui la Società vastese di storia patria (Leggi). In lui risiedeva l’anima dell’artista capace di fondersi con la sua opera conferendole potenti emozioni. Se oggi la tecnologia ha allontanato l’uomo dall’antico saper fare, il Maestro vastese è stato l’esempio di quanto sia urgente tornare a quel virtuoso contatto. La sua storia vede nell’anno 1969 un punto di rottura, che si rivelerà dal sapore dolce-amaro, tra i suoi primi 21 anni vissuti nella tanto amata Vasto, e quelli successivi che l’hanno visto crescere, fiorire e affermarsi a Firenze. Pachioli ha sperato di realizzare tante opere per Vasto. Sua è la statua di Padre Pio davanti all’omonimo ospedale, suoi un medaglione in bronzo dedicato a Mattioli e il busto di Spataro. Ma nulla più. Il Maestro aveva realizzato diversi bozzetti, come quello per un monumento a Palizzi, per il portale bronzo di San Pietro, per una statua in piazza Verdi. Questi solo alcuni dei progetti non andati ma in porto e lui non ne nascondeva il dispiacere. E ora questi si sono definitivamente interrotti perché il suo cuore malato da tempo e per il quale era stato sottoposto a diversi interventi ha smesso di battere. “Sono una persona spirituale – diceva. – A 8 anni sono salito in soffitta e su una trave ho intagliato un triangolo e scritto Gesù mi vede. Ma rappresento non solo opere sacre ma anche oggetti legati alla natura, busti o simboli. Con ogni cosa stabilisco una connessione, per me c’è vita anche in una pietra”. Impossibile stilare l’elenco delle opere e dei conferimenti. “Sono legato – raccontava – al diploma ad honorem dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Tra le esperienze più significative c’è quella con il Maestro Zeffirelli che mi ha commissionato il busto di Maria Callas. Sono membro della Biennale di Firenze e ho realizzato la prestigiosa effige di Lorenzo il Magnifico”. Il Maestro Pachioli ha lasciato un vuoto. Tante le idee in cantiere. Era all’opera per un bozzetto di una statua in bronzo che doveva rappresentare Collodi che accompagna Pinocchio a scuola. Una scultura dal forte impatto emotivo che però non vedrà mail la luce. Qui la nostra ultima intervista completa.