POLLUTRI. La pioggia non ha fermato il culto, la devozione e la tradizione di San Nicola.
Dopo la benedizione di don Andrea Manzone si sono accesi i fuochi sotto 12 caldaie dove sono stati cotti 6 quintali di fave.
In tanti si sono radunati a Pollutri per quello che rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, un evento dal sapore millenario diventato famoso in tutto l’Abruzzo.
Il culto di San Nicola è arrivato in Abruzzo attraverso il tratturo L’Aquila – Foggia. La venerazione di San Nicola giunge a Pollutri grazie anche ad una reliquia consistente in una rappresentazione del braccio del Venerabile.
La leggenda vuole che a Pollutri San Nicola durante una forte carestia che aveva investito questo paese, disponendo solo di poche fave, le moltiplicò all’infinito, riuscendo a sfamare tutti.
In ricordo di questo miracolo la prima domenica di maggio e a dicembre si celebrano delle cerimonie che commemorano questo fatto prodigioso. Una volta cotte le fave vengono distribuite insieme ai pani che portano l’effige del santo e che verranno consumati per devozione e tradizione, insieme al vino.
Durante la serata sono state distribuite le fave che vengono lessate all’aperto nei calderoni.



