VASTO. Si è tenuta ieri l’udienza del processo ad A.C., ex assistente capo della polizia penitenziaria di Vasto, accusato di omicidio colposo e omessa vigilanza, non avendo impedito il suicidio di Sabatino Trotta.
Lo psichiatra 55enne che si tolse la vita il 7 aprile del 2021 nel carcere di Vasto, dopo esser stato arrestato a seguito di un’inchiesta della Procura di Pescara sugli appalti Asl (Leggi).
Nella mattinata di ieri giudici hanno ascoltato le dichiarazioni delle parti civili: il professore Vittorio Fineschi della Sapienza di Roma e il professore Abramo Tagliabracci dell’Università delle Marche secondo cui non è stato osservato il protocollo di sicurezza e non vi è stato “nessun controllo sul detenuto”.
Ascoltati anche i genitori e il fratello di Trotta. L’uomo, ora in pensione, è difeso dagli avvocati Marisa Berarducci e Arnaldo Tascione ed è accusato di non aver impedito il suicidio di Trotta.
Secondo la difesa, salvare lo psichiatra sarebbe stato impossibile, come confermato dalla perizia del medico legale Pietro Falco.
La prossima udienza è aggiornata al 12 marzo 2025 e in quella occasione sarà ascoltato l’imputato e i testimoni della difesa, mentre la sentenza è attesa per il mese di aprile.
Per il suicidio di Trotta, era finita in Tribunale anche l’ex direttrice del carcere, Giuseppina Ruggero (leggi), poi assolta da gup con formula piena.



