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martedì 9 Dicembre 2025
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“Mobilità passiva sanità e costi: Abruzzo tra le regioni maglia nera”

Fondazione Gimbe, nel 2022 saldo negativo per 104,1 milioni

ABRUZZO. L’Abruzzo è una delle regioni italiane con il più significativo saldo passivo per quanto riguarda la mobilità sanitaria, cioè i debiti per cure ricevute dagli abruzzesi in altre regioni.

E’ quanto emerge dal Report della fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria 2022. Il saldo negativo, per l’Abruzzo, ammonta a 104,1 milioni di euro. Si tratta di una delle regioni con saldo giudicato “rilevante”, insieme a Lazio (193,4 milioni), Puglia (230,2), Sicilia (241,8), Calabria (304,8) e Campania (308,4).

    Il Report Gimbe si basa su tre fonti dati: i dati economici aggregati dal Riparto 2024 sono stati utilizzati per analizzare mobilità attiva, passiva e saldi; i flussi dei Modelli M trasmessi dalle Regioni al Ministero della Salute, acquisiti tramite accesso civico generalizzato, hanno permesso di valutare la differente capacità di attrazione delle strutture pubbliche e private per le varie tipologie di prestazioni erogate in mobilità; infine, i dati del Report Agenas hanno consentito un approfondimento specifico su ricoveri e specialistica ambulatoriale.
    Dall’analisi dei grafici divulgati dalla fondazione, emerge che l’Abruzzo è al dodicesimo posto per crediti per mobilità attiva, con un valore che si colloca nella fascia 0-200 milioni di euro, ed è alla stessa posizione per quanto riguarda i debiti per la mobilità passiva, con un valore superiore ai 200 milioni di euro. Il valore percentuale della mobilità sanitaria 2022 erogata da strutture private accreditate (ricoveri e specialistica ambulatoriale) è pari al 43,9%, rispetto a una media nazionale del 54,4%.

    Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto raccolgono da sole il 94,1% del saldo attivo della mobilità sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti provenienti da altre Regioni e quelle versate per i propri cittadini che si sono spostati altrove. A pagare il prezzo più alto sono, invece, Abruzzo, Calabria, Campania, Sicilia, Lazio e Puglia, che insieme rappresentano il 78,8% del saldo passivo. Nel 2022, la mobilità sanitaria interregionale ha raggiunto la cifra record di 5,04 miliardi euro, il livello più alto mai registrato e superiore del 18,6% a quello del 2021 (4,25 miliardi). I dati Gimbe confermano anche il peggioramento dello squilibrio tra Nord e Sud, con un flusso enorme di pazienti e di risorse economiche in uscita dal Mezzogiorno. (FONTE ANSA).


“Abruzzo in sanità si cura chi fugge dall’Abruzzo: questo confermano i dati della fondazione Gimbe per il 2022, che confermano tutti gli allarmi che abbiamo lanciato. La nostra regione è ancora una volta maglia nera, stavolta per la mobilità passiva, ossia i pazienti che sono costretti a farsi curare fuori regione e, sempre più spesso, in strutture private. Rispetto al passato, dunque, aumentano i debiti, diminuiscono le prestazioni, aumenta la sanità passiva con costi che si ripercuotono sulle spalle dei cittadini abruzzesi. Questa è la fotografia contenuta nell’analisi che conferma il fallimento di Marsilio sulla sanità”, così commenta il capogruppo Pd Silvio Paolucci.

“Una governance sanitaria, quella della destra, che ci regala un altro bruttissimo primato, perché l’Abruzzo, con la Calabria, Campania, Sicilia, Lazio e Puglia rappresenta il 78,8% del saldo passivo della mobilità sanitaria, che ha avuto cifre record proprio nel 2022 – affonda Paolucci – e per questa ragione il rapporto ci inserisce tra le regioni con “saldo negativo rilevante” il nostro è pari  a ben 104,1 milioni di euro. Questo significa che gli abruzzesi che hanno la possibilità di curarsi, lo fanno sempre di più fuori regione, infatti l’Abruzzo è collocato in coda alla classifica nazionale relativa e in alto per quanto riguarda la spesa pro capite relativa alla mobilità passiva. Questo accade quando non si gestisce uno dei comparti più sensibili delle competenze regionali”.