ABRUZZO. Un paziente di 86 anni con cardiopatia ischemica severa e pregressa endoprotesi aortica è stato sottoposto con successo a un’angioplastica coronarica complessa presso l’Ospedale Santo Spirito di Pescara. L’intervento, ad altissimo rischio, è stato possibile grazie all’impiego di un dispositivo di assistenza ventricolare sinistra a flusso continuo, che ha consentito di garantire la stabilità emodinamica durante l’intervento e alla stretta collaborazione multidisciplinare tra l’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC) e la Chirurgia Vascolare.
“Questo caso – commenta il dott. Di Marco – conferma quanto sia cruciale la sinergia tra specialisti e l’uso di tecnologie avanzate per affrontare situazioni cliniche al limite. Anche nei pazienti molto anziani, un approccio percutaneo ben pianificato può offrire soluzioni efficaci e sicure.”
La gestione di pazienti anziani e fragili con malattia coronarica complessa rappresenta oggi una delle condizioni cliniche più impegnative in ambito di cardiologia interventistica. La presenza di comorbidità, pregressi interventi vascolari e l’anatomia complessa degli accessi aumentano il rischio procedurale e riducono le opzioni terapeutiche. In questo contesto, l’impiego di dispositivi di supporto emodinamico e la stretta collaborazione tra cardiologi interventisti e chirurghi vascolari costituiscono elementi determinanti per affrontare in sicurezza procedure ad alto rischio.



