lunedì 15 Dicembre 2025
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Aral, M5s e Pd:“Contrari all’impianto della legge, ma decisivi per le tutele dei lavoratori e la trasparenza dell’ente”

ABRUZZO. Nella notte tra il 5 e il 6 agosto, al termine di una lunga seduta consiliare protrattasi fino alle 2 del mattino, il Consiglio Regionale d’Abruzzo ha approvato il progetto di legge n. 55/2025 per l’istituzione dell’ARAL – Agenzia Regionale Abruzzo Lavoro. Il Movimento 5 Stelle ha espresso voto contrario alla legge, pur rivendicando il ruolo determinante svolto nel migliorare in modo sostanziale il testo finale.

“Abbiamo scelto la responsabilità istituzionale, intervenendo nel merito di una proposta che, nella sua versione originaria, presentava gravi lacune sotto il profilo delle tutele per il personale e della trasparenza gestionale. Il nostro voto contrario all’impianto della legge non ci ha impedito di lavorare intensamente per correggerne le criticità e garantire presidi di controllo e di merito”, dichiarano Francesco Taglieri, capogruppo del M5S in Consiglio regionale, ed Erika Alessandrini, Consigliera regionale.

“Tutti gli Interventi migliorativi nel testo approvato – e lo diciamo con orgoglio – sono frutto di mesi di analisi e confronto, anche fuori dalle sedi istituzionali. Le nostre proposte non erano bandierine politiche ma strumenti concreti per correggere le evidenti lacune della legge”. Tra gli interventi più significativi ottenuti dal Movimento 5 Stelle si hanno:

– Tutela del personale: è stato garantito il diritto per tutti i lavoratori coinvolti di poter scegliere, al termine di un anno di distacco, se rimanere in ARAL o tornare nei ruoli della Giunta regionale. Una previsione fondamentale per evitare disparità e imposizioni per un diritto che, in prima stesura, non era concesso a tutte le categorie di lavoratori;

– Clausola di revisione: abbiamo inserito una norma chiara: nel 2032, se l’Agenzia non avrà prodotto miglioramenti misurabili rispetto al 2027 – in termini di qualità dei servizi e a parità di costi – dovrà essere avviato l’iter per la soppressione dell’ARAL. Niente più strutture inutili: o funzionano, o si chiudono;

– Valutazione annuale sull’efficacia della legge: la Giunta sarà obbligata a relazionare ogni anno al Consiglio sulla base di precisi indicatori: affluenza agli sportelli, soddisfazione dell’utenza, impatto delle attività sul territorio, livello di trasparenza. Un presidio importante per evitare che l’ARAL diventi l’ennesimo ente opaco e autoreferenziale;

 Direzione dell’ARAL vincolata a competenze reali: grazie a noi, il direttore dovrà avere una comprovata esperienza nei servizi per l’impiego. Inoltre, il suo eventuale rinnovo sarà subordinato al raggiungimento di obiettivi concreti. Un principio semplice ma rivoluzionario: basta premi senza risultati, basta riconferme automatiche come avvenuto in passato con i direttori delle ASL, nonostante i disastri nei bilanci;

– Integrazione con il sistema delle politiche formative: l’ARAL dovrà operare in stretta connessione con i Centri per l’Impiego, evitando il rischio di perdere informazioni preziose sui fabbisogni formativi e le conseguenti politiche programmatorie. Il lavoro vero si costruisce sul territorio, non nei palazzi”.

“Pur non condividendo la scelta politica di istituire un nuovo ente – concludono Taglieri e Alessandrini – possiamo affermare con fermezza che, grazie al lavoro del Movimento 5 Stelle, oggi il testo approvato garantisce maggiori tutele per i lavoratori, introduce obblighi di trasparenza e meccanismi di verifica stringenti. Ora continueremo a vigilare affinché ciò che è stato scritto trovi attuazione reale. Perché sul lavoro non si gioca: si costruisce, si protegge, si migliora”.

Anche il PD contrario all’Agenzia regionale per il lavoro: “Ci siamo fin da subito detti contrari alla creazione dell’Agenzia Regionale per il lavoro – Aral – perché non ci sembrava necessaria la creazione di un nuovo ente pubblico per svolgere funzioni che potevano senza problemi rimanere direttamente in capo alla Regione, migliorandone ed efficientandone l’attività.In un periodo in cui vengono ridotti servizi e tagliate risorse a settori sensibili, da quello ambientale fino a quello della cultura – senza parlare delle enormi criticità in campo sanitario – l’istituzione dell’Agenzia sembra un inutile aggravio di costi e spese a carico della Regione che va in controtendenza con quanto la Regione Abruzzo ha fatto nelle scorse consiliature.Per queste ragioni il PD ha espresso un voto contrario alla nascita dell’Agenzia Regionale Abruzzo Lavoro. Tuttavia, non abbiamo rinunciato a esercitare un’azione di proposta, anche spinti dalle forti perplessità manifestate dai sindacati nel corso delle audizioni effettuate in commissione, che hanno messo in evidenza come questa agenzia nascesse senza la preventiva e obbligatoria concertazione. Ci siamo fatti carico delle loro istanze innanzitutto determinando in maniera puntuale quali sono i dipendenti che dovranno passare ad Aral e poi facendo in modo che gli stessi mantengano lo stesso status giuridico ed economico previgente. Abbiamo anche capovolto l’impostazione iniziale della legge: il personale individuato infatti, transiterà in distacco in Aral, ma conserverà la possibilità di rientro in Regione entro un anno. Rispetto all’ipotesi iniziale dunque, non c’è un trasferimento definitivo, ma un distacco temporaneo che può diventare definitivo solo dopo l’opzione che i dipendenti effettueranno in maniera volontaria. Ci sembra una mediazione buona per tutelare chi a differenza di altri, assunto per lavorare presso i centri per l’impiego, non ha avuto la fortuna di essere chiamato a lavorare in altri servizi o nelle segreterie politiche, ma più in generale per garantire a tutti la possibilità di scelta, visto che si tratta di lavoratori che sono stati assunti in Regione Abruzzo e non in una Agenzia.Tutte queste possibilità e diritti non erano previsti nel progetto di legge licenziato dalla Commissione ed è un risultato che PD e Patto per l’Abruzzo portano a casa.Abbiamo inoltre ottenuto l’impegno da parte della Giunta Regionale ad accogliere alcune proposte che miravano a rendere più rappresentativa e funzionale la Commissione Regionale per i servizi e le politiche del lavoro, normata dall’articolo 16 della vecchia legge regionale sul lavoro, la 76/1998. La legge sull’istituzione di Aral richiama infatti il ruolo della Commissione nel dare attuazione alle funzioni previste dalla legge. Poiché tuttavia la legge del 1998 sarà a breve oggetto di riforma, c’è l’impegno, nella nuova legge, a riformare la Commissione, prevedendo la partecipazione anche di enti locali territoriali e di ampliarne le funzioni alla vigilanza sul lavoro negli appalti pubblici, al contrasto al caporalato e a misure di conciliazione dei tempi di vita e lavoro. C’è un impegno preciso quindi, dell’Assessore Magnacca e del Direttore del Dipartimento Lavoro, a tenere conto delle proposte che avevamo presentato, in forma di emendamento, già in questo progetto di legge”.
Il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Antonio Di Marco, Sandro Mariani, Dino Pepe,Pierpaolo Pietrucci.