martedì 16 Dicembre 2025
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“Polizia locale, nuovo dietrofront sulla designazione dei comandanti”

ABRUZZO. “È un nuovo pasticcio l’approvazione in fase di assestamento di bilancio da parte della maggioranza di centrodestra di un emendamento che stravolge la legge regionale n. 42/2013 sulla Polizia Locale, introducendo deroghe che consentono ai sindaci la designazione di Comandanti estranei ai corpi stessi. Una scelta grave, che ha avuto il nostro no netto e chiaro, ma che è passata nel tritacarne dei provvedimenti omnibus approvati dal centrodestra a notte fonda nell’ultimo Consiglio regionale, salvo i ripensamenti di oggi dopo la levata di scudi di sindacati e associazioni di categoria della Polizia Locale in tutta Italia che stanno costringendo il Governo regionale a un imbarazzante dietro front, con Forza Italia e persino chi era stato inizialmente indicato come ispiratore della proposta che si stanno dissociando a polemica scoppiata. Un altro flop di Marsilio e della destra, che per inseguire velleità di potere rischiano di mettere alla berlina leggi e persino la Costituzione”, il commento del gruppo regionale del PD, che ha votato convintamente contro l’emendamento firmato da Verrecchia (FdI), Mannetti (Lega) e Scoccia (Noi Moderati).

“Parliamo di una modifica che, così com’è stata presentata, sembrava pensata ad hoc per risolvere una controversia legata al Comune dell’Aquila – proseguono i consiglieri PD Dino Pepe, Silvio Paolucci, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Di Marco, Sandro Mariani e Antonio Blasioli  – ma che in realtà mina l’autonomia e la specificità della Polizia Locale, ignorando ripetute sentenze di Tar e Consiglio di Stato. È inaccettabile che chi governa faccia della sicurezza il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale, salvo poi trasformarla in cavallo di Troia quando si tratta di aprire nuovi spazi alle nomine politiche. Inoltre la procedura è stata adottata senza alcun coinvolgimento delle parti sociali e contro il parere degli operatori: un altro atto di forza, in pratica, che oggi però divide, anziché garantire certezze. La comunità abruzzese ha bisogno di una Polizia Locale forte, autonoma e rispettata, non di un Corpo commissariato dalla politica e indebolito nelle sue funzioni. Non è così che si rafforza la sicurezza urbana, ma anzi la si svuota dall’interno, con la conseguenza di far passare altre finalità che la legge non contempla. Questo è il rischio, per questo, alla luce anche delle prese di posizione della sua filiera politica (Forza Italia con il presidente Sospiri e Fratelli d’Italia con il sindaco Biondi) chiediamo al presidente Marsilio e alla sua maggioranza di tornare sui propri passi e di ascoltare chi ogni giorno lavora sulle strade, tra i cittadini, per la sicurezza reale delle nostre comunità. L’unità e la dignità della Polizia Locale non si barattano per qualche nomina in più”.

“Altro che fraintendimento. Altro che norma tecnica. L’emendamento sulla Polizia Locale è stato scritto, voluto e approvato consapevolmente. Ora che il polverone si è alzato – con sindacati sul piede di guerra e malumori crescenti tra gli operatori – parte il teatrino delle smentite, delle retromarce e delle finte sorprese. Ma è troppo tardi.

Il centrodestra abruzzese è allo sbando: da una parte chi ha approvato l’emendamento in aula regionale, dall’altra chi, come il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, cerca ora di prendere le distanze fingendo di essere vittima di un “attacco politico”. La verità è che questo pasticcio porta proprio la sua firma politica.

Il tentativo di Biondi di recitare la parte dell’agnello sacrificale non regge. È stato proprio il suo partito – Fratelli d’Italia – a firmare e spingere per l’emendamento, con l’evidente obiettivo di risolvere problemi interni al Comune dell’Aquila, dove da anni si evita di nominare un comandante della Polizia Locale in barba a sentenze e norme. Ora, davanti al boomerang che sta tornando indietro, si cerca di scaricare le responsabilità su altri pezzi della stessa maggioranza. Una guerra tra bande, insomma.

Mentre il centrodestra si azzuffa in pubblico, a pagarne il prezzo sono le istituzioni e gli operatori del Corpo di Polizia Locale, usati come pedine in una partita di potere.

Il gruppo consiliare Abruzzo Insieme denuncia con forza:

L’emendamento non è nato per migliorare la legge, ma per aggirarla.

È stato scritto per risolvere una grana politica locale, altro che interesse generale.

Ora si tenta di salvare la faccia parlando di “revisione”, ma senza assumersi la responsabilità del danno fatto.

Ci troviamo davanti a un caso emblematico di cattiva politica: una maggioranza che si contraddice da sola, un sindaco che fa finta di cadere dalle nuvole e una legge regionale usata come strumento di regolamento di conti interni.

Basta ambiguità. Basta giochi di potere sulla pelle degli operatori. Se davvero si vuole riformare la legge sulla Polizia Locale, lo si faccia in modo serio, coinvolgendo chi lavora ogni giorno nei territori, non calando emendamenti su misura per salvare le poltrone.

Noi saremo vigili e intransigenti. La trasparenza non è negoziabile e la credibilità delle istituzioni non può essere sacrificata per gli equilibri interni del centrodestra.”

Cosi, i consiglieri regionali di Abruzzo Insieme.

“Il Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha votato convintamente contro l’emendamento alla legge regionale sulla Polizia Locale, approvato a notte fonda nell’ultima seduta di bilancio dall’intera maggioranza di centrodestra. Si tratta di una norma pasticciata e pericolosa, che consente ai sindaci di nominare comandanti anche esterni ai corpi, trasformando di fatto un ruolo tecnico e di garanzia in un incarico fiduciario deciso dalla politica”. 

A dichiararlo è il capogruppo del M5S in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, che ripercorre quanto accaduto in Aula: “Durante i lavori di Commissione – spiega Taglieri – avevamo evidenziato tutte le criticità dell’emendamento, ricordando il lungo percorso di confronto svolto nella passata legislatura con i sindacati e con gli operatori della Polizia Locale per arrivare a una norma condivisa e rispettosa della professionalità degli agenti. In quella sede la consigliera della Lega Carla Mannetti sembrava intenzionata a ritirare la proposta. Invece, in Aula, l’emendamento è stato ripresentato e la maggioranza al completo lo ha approvato, ignorando il parere contrario delle opposizioni e le proteste già annunciate dalle sigle sindacali”. 

Le reazioni non si sono fatte attendere: “Oggi – prosegue Taglieri – Forza Italia annuncia di voler rivedere la norma dopo la levata di scudi delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali, dalla Cisl alla Uil. Ma ci chiediamo: cosa non era chiaro alla maggioranza quando hanno votato a favore? Perché hanno ignorato le osservazioni, le sentenze e le voci degli operatori, salvo poi fare un clamoroso dietrofront solo di fronte alle proteste pubbliche?”. 

Il capogruppo M5S rimarca l’incongruenza politica: “Chi si riempie la bocca di sicurezza in campagna elettorale non può poi minarne le basi con norme che sviliscono la Polizia Locale, ne mortificano l’autonomia e rischiano di trasformarla in un corpo commissariato dalla politica. È un atteggiamento che indebolisce la fiducia dei cittadini e scarica sulle istituzioni locali un carico di incertezza e conflittualità”. 

La conclusione è un appello alla responsabilità: “La Polizia Locale – conclude Taglieri – va rispettata e valorizzata con risorse, formazione e regole trasparenti, non strumentalizzata con scorciatoie legislative utili solo ad aprire nuove caselle per le nomine politiche. Se la maggioranza ha davvero compreso l’errore, lo dimostri con atti concreti, ritirando l’emendamento e aprendo finalmente un tavolo di confronto con i sindacati e con gli operatori. Noi continueremo a vigilare perché la sicurezza urbana e la dignità degli agenti vengano messe al centro, non sacrificate sull’altare delle convenienze politiche”