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sabato 6 Dicembre 2025
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Estrazione di gas a Bomba arriva l’ok del Ministero per il progetto, ma presentata risoluzione

ABRUZZO. “Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione finale assunta dalla commissione VIA PNIEC-PNRR a Roma durante l’assemblea plenaria del 24 luglio 2025”. È quanto afferma l’amministratore delegato della LNEnergyMark Frascogna,a seguito dell’accesso agli atti del procedimento di valutazione di impatto ambientale presso il MASE da parte della stessa società.

Si tratta del più grande giacimento di gas onshore non in produzione in Italia, le cui riserve in termini di confronto percentuale sono paragonabili al consumo dell’intera regione abruzzese. Scopo del progetto Small Scale LNG giacimento gas Collesanto targato LNEnergy, è la produzione di gas naturale liquefatto (LNG) su piccola scala.

Durante il corso dell’istruttoria – affermaFrascogna – abbiamo lavorato sempre sul piano tecnico e scientifico per rispondere a tutte le richieste degli organi ministeriali, regionali e locali, nonché e soprattutto dei cittadini, imprese e associazioni che avevano interloquito nel corso del procedimento. Il progetto incorpora i più stringenti requisiti ambientali che la normativa vigente prevede per questo tipo di investimenti. Restiamo in fiduciosa attesa che nelle prossime settimane si completino tutti i passaggi amministrativi prima dell’emanazione del decreto finale di compatibilità ambientale e il successivo rilascio della concessione per lo sfruttamento del giacimento”

La nostra intenzione – prosegueLNEnergy – è quella di intraprendere l’attività estrattiva ponendo innanzitutto grande attenzione alla salvaguardia del territorio, ispirandoci al criterio della massima precauzione e sostenibilità”. 

Spiega Francesco Di Luca, responsabile del sito minerario di Collesanto: “Il pronunciamento del MASE dà ragione di tutto il lavoro del team tecnico-scientifico che ha approcciato a livello multidisciplinare le complessità del sito minerario di Bomba. Sono state discusse con gli organi competenti le soluzioni impiantistiche migliori e all’avanguardia per la messa in produzione del giacimento di gase produzione di LNG. La compatibilità del progetto con le varie matrici ambientali include anche risultanze positive della valutazione di incidenza del progetto sul mantenimento dell’integrità dei 2 siti Rete Natura 2000 ZSC/ZPS nelle vicinanze. Le prescrizioni ambientali sono molto rigorose e sfidanti”.

Il progetto di LNEnergy è supportato da un contesto strategico istituzionale positivo, al fine di raggiungere l’obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni locali e in atmosfera. Osserva Mark Frascogna: “L’importanza dell’LNG, anche ottenuto dalla liquefazione diretta di gas naturale, viene contemplata nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 (PNIEC), lo strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale verso la decarbonizzazione. Il MASE conferma, nello specifico, che il nostro progetto è sostenibile, è a quasi zero emissioni ed è parte della politica e transizione energetica nazionale. Si produce combustibile pulito per la mobilità marittima e terrestre e per l’ecosistema adriatico; è green in quanto utilizza solo energia elettrica da fonti rinnovabili ed interpreta il fabbisogno di un territorio a forte vocazione agricola, turistica e industriale, al quale occorre dare finalmente un ruolo strategico. Condivideremo nelle prossime settimane con gli enti e gli imprenditori locali protocolli per la tutela e sviluppo del territorio e siamo già operativi sul fronte delle interlocuzioni con le altre importanti realtà produttive in Val di Sangro per mettere a loro disposizione l’LNG che vogliamo produrre”.

Sull’estrazione di gas presso il lago di Bomba però è stata presentata una risoluzione urgente contro il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente da parte del consigliere regionale Alessio Monaco:

“Nel triste e spietato gioco delle parti tra il Governo Meloni e la Giunta Marsilio, a pagare è ancora una volta l’Abruzzo e il suo ambiente. Con sconcerto apprendiamo la decisione del Ministero dell’Ambiente di esprimere parere favorevole alla compatibilità ambientale per l’estrazione di gas in località Collesanto, adiacente e al di sotto del bacino del Lago di Bomba.

Una scelta irresponsabile, che ignora le criticità rilevate dagli stessi uffici regionali: rischio idrogeologico, impatto ambientale e pericolosità per le comunità locali. Ancor più grave è il totale disinteresse verso la volontà espressa dai cittadini e dagli amministratori del territorio.

Per contrastare questo scempio, ho presentato una risoluzione urgente in Consiglio Regionale che impegna la Giunta a:
– Attivarsi immediatamente presso il Governo nazionale e il Ministero dell’Ambiente per ottenere la revoca del parere favorevole;
– Convocare con urgenza la Commissione competente per sbloccare l’iter della proposta di legge istitutiva della Riserva Naturale “Lago di Bomba”;
– Convocare un Consiglio Regionale straordinario per assumere una posizione unitaria di netta opposizione al progetto;
– Ricorrere in tutte le sedi opportune per fermare il procedimento autorizzativo.

Questa è una battaglia di civiltà, di coerenza e di futuro. Il territorio del Sangro e l’intero Abruzzo meritano rispetto e tutela. La politica ambientale non può essere subordinata agli interessi economici di pochi.

Il Governo Meloni offende e maltratta l’Abruzzo, ignorando le istanze dei territori e mettendo a rischio il patrimonio ambientale e sociale della nostra regione”.


Alessio Monaco
Capogruppo Alleanza Verde e Sinistra
Consiglio Regionale Abruzzo

Per il Forum H2O è un “attacco al clima e a un territorio fragile sismicamente e dal punto di vista idrogeologico”.

Questa la loro nota integrale:

“Mentre in Romagna per l’ennesima volta si contano i danni e gli stessi balneari, pure quelli vicini al governo  ammettono l’evidenza della gravità della crisi climatica in atto, a Roma governano con il negazionismo scientifico approvando l’ennesimo progetto di estrazione di idrocarburi dal sottosuolo a Bomba. 

Tutti gli scienziati implorano da anni di lasciare i giacimenti sotto terra per evitare il collasso del pianeta, anche perché ormai abbiamo tutte le tecnologie per produrre energia pulita e consumarne meno. Appello ignorato dalla Commissione nazionale che tra l’altro si chiama “clima ed energia”. Potevano chiamarla “fossile negazionista”, sarebbero stati più coerenti. 

Nelle osservazioni al progetto avevamo fatto notare, tra l’altro, che bisognava calcolare le emissioni clima-alteranti complessive dell’iniziativa, cioè non limitarsi a considerare solo quelle locali connesse alla costruzione e funzionamento degli impianti ma anche quelle derivanti dall’uso finale del gas estratto, che è il nocciolo della questione dal punto di vista climatico. L’azienda si è ben guardata dal controdedurre questo aspetto centrale. Vedremo quale piroetta avranno usato i cosiddetti tecnici ministeriali per rispondere alla nostra osservazione oppure se anche loro avranno semplicemente sorvolato.

Certo è già surreale che l’estrazione di gas già bocciata dalla Commissione V.I.A. ministeriale nazionale anni fa per gravissimi rischi idrogeologici e sismici ora diventi improvvisamente e magicamente compatibile. Viene da chiedersi cosa sia cambiato, certo non il grado di vulnerabilità sismica e idrogeologico del territorio. Auspichiamo ricorsi a tutti i livelli contro questa decisione.”

FORUM H2O 

“La decisione del Ministero e l’entusiasmo espresso dalla società LnEnergy sul progetto di estrazione di gas a Bomba rappresentano un colpo durissimo per il territorio e per l’intero comprensorio del medio e basso Sangro. Parliamo di un giacimento già respinto per ben due volte dal Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo e definitivamente bocciato dal Consiglio di Stato, a conferma delle gravi criticità ambientali e della pericolosità di interventi in un’area così delicata. Nonostante ciò, oggi assistiamo all’ennesima capriola della Giunta Marsilio e della maggioranza di centrodestra, che preferiscono piegarsi a interessi estranei al bene comune, ignorando pronunciamenti giuridici, norme vigenti e, soprattutto, la volontà chiara e netta espressa nel 2018 da Regione, Provincia, Comuni, comitati e associazioni ambientaliste”, così il capogruppo PD Silvio Paolucci con il segretario provinciale del PD Leo Marongiu, Raffaele Nasuti sindaco di Bomba e Salvatore Martorella segretario PD e vicesindaco di Bomba e la Presidente del PD Tiziana Di Renzo.

“È inaccettabile che si scelga di sacrificare la tutela ambientale, la salute dei cittadini e la prospettiva turistica ed economica di un intero territorio sull’altare di logiche che nulla hanno a che fare con lo sviluppo sostenibile – ribadiscono gli esponenti del PD territoriale – . È un tradimento della parola data e degli impegni presi: basti ricordare la risoluzione con cui, proprio la Regione, si era impegnata a chiedere il ritiro del permesso di ricerca. Non ci si può proclamare paladini dell’ambiente nelle passerelle mediatiche o sui social e, allo stesso tempo, consentire operazioni che hanno un impatto devastante e regressivo. Investire ancora in fonti fossili significa negare la transizione energetica e condannare i nostri territori a un futuro senza prospettive. Per questo condividiamo e sosteniamo con forza la posizione del Comune di Bomba, che ha ribadito la sua contrarietà con una risoluzione chiara e netta: respingere ogni tentativo di autorizzare lo sfruttamento del giacimento, schierarsi con cittadini, comitati e associazioni e chiedere a Governo e Regione di chiudere definitivamente questa partita, mettendo nero su bianco il divieto assoluto di trivellazioni nell’area. Il PD sarà al fianco delle comunità locali e delle amministrazioni che difendono il territorio. Questa vicenda dimostra, ancora una volta, che la destra abruzzese e nazionale non hanno a cuore l’interesse dei cittadini, ma inseguono solo logiche di breve periodo e di propaganda. Noi diciamo no a un Abruzzo delle trivelle e dei fossili, sì a un Abruzzo che investe davvero in ambiente, salute, turismo e futuro, è una lotta che ci riguarda e che dobbiamo affrontare insieme a tutte le forze di opposizione”.