VASTO. Il mese di agosto si conferma, anche quest’anno, un periodo critico per il Pronto Soccorso dell’ospedale “San Pio” di Vasto. L’aumento degli accessi, legato alla presenza turistica ha portato il reparto a lavorare in condizioni di forte overcrowding, con ritmi massacranti e risorse sempre più limitate.
A descrivere la situazione è Graziana Di Florio, operatrice sanitaria, che con parole semplici ma cariche di significato restituisce il volto umano della sanità d’emergenza:
“In questi giorni il Pronto Soccorso è super affollato, ci troviamo a lavorare in pieno overcrowding. Qualcuno ci chiede: ‘Ma come fate?’. La verità è che non lo so nemmeno io… ma so che lo facciamo con passione e con il cuore”.
Dietro le divise, infatti, ci sono persone che affrontano stanchezza, turni interminabili e la pressione continua delle emergenze. “A volte – spiega Di Florio – capita di rispondere con un tono stanco, e allora chiedo scusa: non è mancanza di rispetto, è la fatica. Se ci vedete con un caffè in mano, tra gli ambulatori, sappiate che è l’unico momento per respirare tra un paziente e l’altro”.
L’organizzazione del lavoro spesso deve fare i conti con le urgenze improvvise: “Se arrivano tre ambulanze in codice rosso o arancione, chiediamo pazienza: in quel momento ogni forza è rivolta a chi sta peggio. Se vi diciamo ‘un attimo’, è perché dentro ci sono altri pazienti che hanno bisogno di noi. E se finiscono barelle o sedie a rotelle, non è indifferenza: è che sono già tutte occupate”.
Un racconto che mette in luce non solo le difficoltà strutturali, ma anche la professionalità e la dedizione di chi ogni giorno garantisce assistenza. “Dietro ogni gesto di cura ci siamo noi: infermieri, medici, OSS. Dietro ogni divisa ci sono persone, con fragilità e stanchezza, ma con professionalità e cuore. Perché sì, siamo esseri umani, proprio come voi. E anche quando sembra impossibile, noi ci siamo. Sempre”.
Il messaggio di Di Florio è un appello alla comprensione e al rispetto verso chi lavora nei reparti di emergenza: un riconoscimento dovuto a chi, nonostante tutto, continua a garantire presenza e assistenza, spesso al limite delle forze.



