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sabato 6 Dicembre 2025
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Gli Hexperos ai Concerti di Mezzanotte: tra strumenti e leggende celtiche

VASTO.  C’erano il freddo pungente della notte, il silenzio carico di attesa e poi… la magia.

Il concerto degli Hexperos ai Concerti di Mezzanotte si è trasformato in un’esperienza sospesa nel tempo, capace di incantare un pubblico numeroso e assorto, nonostante le temperature poco estive.


L’ensemble, guidato dalla voce eterea di Alessandra Santovito ha saputo creare un’atmosfera fuori dal comune, trasportando gli spettatori in un mondo fatto di leggende celtiche, antiche melodie irlandesi, composizioni originali degli Hexperos e paesaggi onirici. Ogni brano è stato introdotto con racconti e suggestioni che hanno acceso l’immaginazione del pubblico: storie di fate dimenticate, battaglie epiche, e terre incantate, narrate con delicatezza e passione.


A rendere l’esperienza ancora più unica, la scelta accurata degli strumenti tradizionali, come l’arpa celtica suonata dall’arpista Lucia Antonacci; il tin whistle (flauto in legno); le percussioni ancestrali di Marco Molino e il violino suonato da Domenico Mancini, che hanno conferito al concerto un carattere autentico e fuori dal tempo. La combinazione di questi timbri antichi con arrangiamenti neoclassici ha avvolto il Giardino del Palazzo D’Avalos in una coltre sonora ipnotica, quasi mistica.


Nonostante il freddo, una sfida per alcun strumenti musicali e per la platea, gli spettatori sono rimasti fino all’ultima nota, rapiti non solo dalla musica ma anche dalla presenza scenica degli Hexperos, capaci di far dimenticare per un’ora ogni contingenza terrestre. 


Un successo che conferma come, anche oggi, ci sia sete di musica che racconta, che emoziona e che osa rallentare il tempo. E gli Hexperos, con la loro proposta raffinata e sognante, sono riusciti ancora una volta a ricordarci che la bellezza può arrivare sottovoce, in punta di piedi, e lasciare un segno profondo.

Foto di Costanzo D’Angelo