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martedì 9 Dicembre 2025
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Caso Toma, Scopino replica alla minoranza: “Solito garantismo bifronte”

ABRUZZO. “Come spesso accade, il centrodestra è garantista con gli amici e giustizialista con gli avversari politici. I consiglieri di minoranza Catia Di Fabio, Graziana Di Florio, Carla Di Biase e Claudio Carretta gridano allo scandalo per la nomina di Vincenzo Toma – rinviato a giudizio per peculato – a presidente della commissione che ha esaminato i candidati di un concorso bandito dalla Provincia.

Mi risulta che gli stessi non abbiano proferito verbo quando l’assessore regionale Mario Quaglieri (FdI) fu rinviato a giudizio per lo stesso reato dal tribunale dell’Aquila (indagine poi spostata al tribunale di Avezzano). Né si sono scandalizzati quando l’on. Augusta Montaruli (FdI) – già condannata in secondo grado a un anno e sette mesi di reclusione per peculato – fu nominata sottosegretario del governo Meloni.

E’ il solito garantismo bifronte del centrodestra, che vale soltanto quando a essere messi sotto i riflettori della giustizia sono i comportamenti dei propri sodali, un atteggiamento spesso condito da accuse scomposte ai “magistrati politicizzati”. In questo caso stiamo parlando di un’accusa che dovrà essere provata in tre gradi di giudizio, ma i quattro moschettieri dell’etica amministrativa già si stracciano le vesti arrivando persino a paventare ricorsi da parte dei candidati (su quali basi giuridiche?). In ogni caso, sarà il presidente Francesco Menna a rispondere all’interrogazione nella sede adeguata – ovvero in Consiglio provinciale – e non sulla stampa.

Un’ultima notazione di carattere umano: visto che gli autori dell’interrogazione parlano di “opportunità”, chiedo loro se in questo momento era opportuno attaccare pubblicamente un presidente che appena tre giorni fa è stato fatto oggetto di gravi minacce, per le quali ha ricevuto la solidarietà di tutte le componenti politiche e istituzionali. Ogni tanto un po’ di buon senso non guasterebbe.”

Così, Arturo Scopino, consigliere provinciale.

“La replica del wannabe Presidente della Provincia Scopino è il manifesto del benaltrismo, con una spruzzata di vittimismo nel mezzo. Curioso che il “padre nobile” della “maggioranza” (virgolette obbligatorie visti gli esautoramenti continui di alcuni dei membri e la formazione di un altro sub-gruppo consiliare), in Provincia da 16 anni, prima col centrodestra e poi col centrosinistra, giova ricordarlo, non riesca ad entrare nel merito della questione e addirittura provi ad inquinarla. Siamo a rinnovare la massima e piena solidarietà al Presidente Menna per quanto successo, cionondimeno, se necessario, riteniamo sia comunque possibile criticarlo politicamente e sollevare una questione di opportunità sul caso in specie, ovviamente col permesso del già vicepresidente Scopino. Citare a sproposito casi di cronaca non correlati con la vicenda di cui trattasi non fa un bel servigio al consigliere Scopino… ma dopo 16 anni ci siamo ormai abituati. Attendiamo le delucidazioni che il Presidente Menna vorrà fornire e continueremo a vigilare per il bene della Provincia “. Così i consiglieri provinciali di minoranza Catia Di Fabio, Graziana Di Florio, Carla Di Biase e Claudio Carretta.