ABRUZZO. Il sottosegretario alla Giustizia con delega alla Polizia Penitenziaria, Andrea Del Mastro delle Vedove, ha annunciato l’avvio del piano di mobilità legato al 185° Corso Allievi Agenti, che coinvolge complessivamente 2.627 unità. Secondo quanto dichiarato, agli istituti penitenziari abruzzesi sarebbero destinati 124 nuovi agenti.
Del Mastro ha sottolineato che “con l’arrivo di queste unità, che vanno ad aggiungersi ai neoassunti del 185° corso arrivati a ottobre, abbiamo aumentato la pianta organica degli istituti di 105 unità. Queste ulteriori assegnazioni saranno un prezioso supporto per gli agenti già operativi”.
Un quadro ottimistico che però non convince il segretario regionale Cnpp–Spp, Giuseppe Nardella, che parla apertamente di numeri “gonfiati” e di un sistema al limite del collasso.
Il caso Vasto: da 17 agenti annunciati, solo 5 effettivi?
Secondo Nardella, gli annunci non tengono conto delle decine di unità che contemporaneamente andranno in pensione, né del personale che, pur formalmente in organico, è in realtà impegnato in altri ambiti come:
- GOM (Gruppo Operativo Mobile),
- GIO (Gruppo Intervento Operativo),
- Fiamme Azzurre,
- altri servizi esterni o specialistici.
Il risultato? I numeri reali sarebbero ben diversi da quelli diffusi.
Il caso più emblematico riguarda il carcere di Vasto, dove è in programma l’apertura di una nuova sezione per 50 detenuti aggiuntivi. A fronte dei 17 agenti annunciati, solo 8 risulterebbero realmente disponibili, sottratti quelli impiegati nei reparti speciali. E la situazione potrebbe peggiorare: tre agenti avrebbero chiesto di rinunciare all’assegnazione, riducendo ulteriormente il numero a soli 5.
Un problema nazionale, non solo abruzzese
Il nodo delle unità formalmente assegnate ma di fatto operative altrove riguarda non solo l’Abruzzo ma molti istituti italiani. Secondo il sindacato, questo meccanismo genera un’immagine distorta della situazione reale nelle carceri, mascherando problemi strutturali e amplificando l’emergenza organico.
“Se il sottosegretario vede del buono in tutto questo – afferma Nardella – o sono matto io o qualcosa non quadra. L’amministrazione penitenziaria continua a conteggiare personale che vive in contesti completamente diversi, come GOM, GIO e Fiamme Azzurre. È un’aberrazione del sistema”.
“Nulla da festeggiare: la situazione non migliora”
Per il Cnpp–Spp, l’effetto degli annunci è quello di creare una illusione di miglioramento, mentre la realtà quotidiana negli istituti resta gravemente compromessa:
- Organici insufficienti
- Aumento della popolazione detenuta
- Crescente pressione operativa sugli agenti in servizio
- Continui pensionamenti non compensati
Una miscela che, secondo i sindacati, sta portando il sistema penitenziario oltre il punto di collasso.
“Se non si rivede il metodo di assegnazione e non si separano i numeri reali da quelli virtuali – conclude Nardella – continueremo a prendere in giro noi stessi. Non c’è nulla da festeggiare: così non cambia nulla, e certamente non in meglio”.



